Via d’uscita dal carcere

Si tratta di udienze penali, cause civili, procedimenti di diritto familiare con particolare riferimento a procedimenti inerenti affidamenti di prole minorile, composizioni extragiudiziali, contrattualistica, procure notarili, richieste per aspettative di lavoro.

A ciò si aggiunge l’impegnativa attività conseguente alla presenza in comunità di ragazzi accolti direttamente dal carcere, sia in misura cautelare che in espiazione pena. Quotidiani, infatti, sono i rapporti con gli assistenti sociali U.E.P.E, U.S.S.M., Ser.T. che, a vario titolo, incontrano i loro affidati.

San Patrignano, infatti, è fra le poche strutture in cui è possibile svolgere un percorso di recupero e reinserimento sociale alternativo alla detenzione. Carabinieri, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Vigili Urbani etc. notificano giornalmente atti giuridici ad ospiti della comunità.

Attività (2008)
– 426 udienze penali
– 761 istanze relative all’esecuzione penale
– 407 procedimenti prefettizi
– Altro (contrattualistica, procedure notarili, aspettativa per tossicodipendenza, infortunistica)

Misure alternative al carcere
In questi anni, San Patrignano ha accolto numerose persone in regime di arresti domiciliari e di affidamento in prova ai servizi sociali, sostituendo 4.503 anni di carcere (oltre 45 secoli) con percorsi riabilitativi orientati al pieno recupero e al reinserimento sociale e lavorativo.
Persone sottoposte a procedimenti giudiziari (2008)
– 158 affidamenti in prova al servizio sociale
– 52 arresti domiciliari
– 12 in detenzione domiciliare
– 11 minori messi alla prova
– 5 in libertà controllata
– 18 sorvegliati speciali

328.719.000 di euro risparmiati dall’Amministrazione Penitenziaria (calcolati al costo di 200 euro giornaliero per detenuto). Le stime attuali, in realtà, quantificano il costo medio giornaliero per detenuto tra i 274 e i 298 euro)