Europa: dobbiamo agire ora per un’economia positiva

Il contesto europeo e le prospettive di una crescita più sostenibile e attenta ai bisogni delle fasce deboli della società hanno dato spunto all’intervento di Paul Jorion, antropologo e economista di fama internazionale. « Anche qui, come a Parigi e in tutta Europa, il mondo è inquinato: nel mare c’è più plastica che pesce». Secondo Jorion «oggi le persone più ricche sono sempre più ricche, mentre i poveri stanno peggio. Abbiamo consentito tutto alla speculazione». L’antropologo francese è convinto che i nostri governanti non abbiano la capacità di guardare oltre il presente: «Platone diceva che il politici dovrebbero essere prima di tutto filosofi. La nostra società, invece, non è in grado di pensare al futuro. Ben vengano quindi i valori dell’economia positiva, ma bisogna agire subito».
Dal suo punto di vista, Walther Radermacher, direttore generale di Eurostat, ha spiegato che il grande problema europeo è la mancanza di occupazione: «Questo ha bloccato nei vari Paesi dell’Unione i programmi sociali. Inoltre – ha spiegato Radermacher – nel 2013 ci siamo trovati di fronte alla Grecia, la cui economia non rientrava nei parametri». Il direttore di Eurostat ha precisato che la strategia della Commissione europea, per i prossimi anni, avrà al centro la crescita dell’occupazione, dei posti di lavoro e degli investimenti. «Bisogna andare oltre l’attuale concetto di Pil, prevedendo indicatori che definiscano la qualità della vita, i bisogni delle famiglie, il livello di felicità». Tutte cose in forte contraddizione con le scelte europee e di Eurostat di includere anche le attività criminali e lo spaccio di droga nel prodotto interno europeo. lh_15