Expo: agricoltura sociale e microcredito centrali per un nuovo modello di sviluppo

Convegno internazionale Expo Milano - San Patrignano

Agricoltura sociale e microcredito sono centrali per un nuovo modello di sviluppo più inclusivo e sostenibile. E’ la filosofia che ha ispirato il convegno internazionale ospitato il 21 settembre a Expo Milano, promosso da ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali ed Ente nazionale per il microcredito.

Un’intera giornata di dibattito che ha visto alternarsi ospiti importanti, tra cui il ministro Maurizio Martina, l’ex presidente dell’Uruguay Josè Mujica, il presidente Comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura Gian Carlo Caselli, il presidente dell’Ente Nazionale per il Microcredito Mario Baccini e Letizia Moratti, co-fondatrice della Fondazione San Patrignano e presidente del comitato etico dei Garanti e del comitato tecnico operativo dell’Ente Nazionale per il Microcredito. Intervenuti anche diversi esponenti parlamentari e i rappresentanti di tutte le organizzazioni agricole.

I punti chiave del covegno

Come ricordato da Coldiretti, l’agricoltura sociale è la nuova frontiera su cui sono impegnate già oggi oltre 1.100 imprese agricole e cooperative. Attorno ad esse gravitano decine di migliaia di rifugiati, detenuti, disabili, persone affette da dipendenze. Recupero e reinserimento lavorativo di persone svantaggiate, fattorie didattiche, agri-nido e agri-ospizi, orti sociali, agriterapia, pet therapy: esistono tanti modi per concepire la multifunzionalità delle imprese agricole, per cui il microcredito rappresenta un importante strumento finanziario. Aziende multifunzionali che possono portare risparmio per gli enti pubblici anche in termini di minori trattamenti medici da effettuare o di misure alternative alla detenzione.

Mario Baccini ha presentato i dati del microcredito in Italia: dal 2011 al 2014 è cresciuta la domanda, e in 34mila lo hanno utilizzato, di cui il 41% sotto forma di microcredito produttivo senza garanzia alla base. “Agricoltura sociale e microcredito sono strumenti concreti di inclusione e di cittadinanza – ha dichiarato il ministro Martina -. Oltre a rafforzare le opportunità di crescita delle aziende agricole contribuiscono allo sviluppo sostenibile dei nostri territori. Con l’approvazione definitiva della legge sull’Agricoltura sociale abbiamo fatto un passo avanti importante: parliamo di un’esperienza che è centrale per la costruzione di un modello di società più equa e giusta”.

I parlamentari Luca Sani e Massimo Fiorio hanno illustrato i punti chiave della nuova legge, entrata in vigore il 23 settembre. “La legge concede una priorità per l’affitto di terreni pubblici e si prevedono concessioni a uso gratuito. Inoltre le amministrazioni pubbliche si attiveranno per la commercializzazione dei prodotti provenienti da coltivazioni di agricoltura sociale. In questo modo si presenta l’agricoltura come nuovo modello di welfare alternativo”.

Letizia Moratti ha citato l’esempio di San Patrignano come “fattoria sociale”. “C’è una realtà straordinaria di piccole e microimprese, anche in agricoltura, che rappresentano un nuovo modo di fare impresa: l’impresa sociale. E il microcredito è uno strumento di grande valore per queste aziende. A San Patrignano già numerosi ragazzi, terminato il percorso, hanno creato grazie al microcredito nuove piccole imprese che ormai da qualche anno sono sul mercato, attive e operative”.

Gian Carlo Caselli ha sottolineato come l’impresa agricola possa includere anche l’offerta di servizi rieducativi: “L’agricoltura sociale è stata per anni relegata sullo sfondo, mentre oggi questa apertura permette di accedere a iniziative atipiche intervenendo sul tempo libero e il benessere delle persone”.

Il convegno ha trovato una sintesi nelle parole di Josè Mujica: “In un mondo ricco dove la ricchezza non è distribuita in maniera equa, l’agricoltura sociale può essere un rifugio per reinserire le persone che non trovano lavoro”.