Una finestra sul lavoro

Panoramica Sanpa

A San Patrignano il convegno regionale della Uil. Presente il segretario Angeletti. Nuove opportunità di collaborazione tra il sindacato e la comunità

di Simona Nobili

“Sono rimasto davvero molto impressionato da San Patrignano, non solo da quanto si può cogliere esteriormente ad un primo impatto, ma soprattutto dal significato profondo di questa esperienza unica”: con queste parole Luigi Angeletti, segretario generale della Uil, ha commentato la sua prima visita in comunità e la scelta del sindacato che rappresenta di tenere la conferenza regionale proprio nel teatro di Sanpa.
E ha sottolineato il fatto che i principi che stanno alla base dell’attività del sindacato sono gli stessi su cui poggia tutta San Patrignano.

“Non lasciare sole le persone nel momento in cui ne hanno più bisogno”, ha detto ancora Angeletti, “è proprio l’elemento comune che lega l’azione del sindacato all’attività di San Patrignano. Da una parte nel tutelare i lavoratori, soprattutto nei momenti di maggiore debolezza, come disoccupazione e pensione, dall’altra nel recupero dalla droga e nel percorso di riabilitazione sociale dei ragazzi”.

Su “Modelli sociali nell’era della globalizzazione”, tema della tavola rotonda che ha concluso la due giorni Uil (l’appuntamento si è svolto il 12 e 13 febbraio scorso), si è confrontato con Angeletti William Mc Ilhenny, console americano, che ha tracciato un’approfondita panoramica sulla situazione economica e previdenziale negli Stati Uniti, mentre a moderare era il giornalista della Rai Mario Cobellini.

Andrea Muccioli, responsabile della comunità, ha introdotto i lavori sottolineando lo spirito di grande disponibilità ed accoglienza che anima tutta San Patrignano e che appare palpabile, fin da subito, a chiunque.

“Bisogna saper cogliere non solo gli aspetti legati alle grandi dimensioni, all’ordine, alla pulizia, ma soprattutto lo spirito di unione e di condivisione, l’ideale di famiglia allargata, il nesso tra spirito di unione ed energia che alimentano le persone che vivono e lavorano qui”, ha detto ancora Muccioli. Che ha quindi invitato gli ospiti a riflettere su quanta fatica e quante difficoltà si incontrino non solo per costruire un’opera simile, ma anche per mantenerla nel tempo.

“L’approccio con questa realtà è semplice e chiaro”, ha aggiunto, “non dovete mai guardare ad un ragazzo tossicodipendente come se fosse un malato perché il ricorso alla droga è la conseguenza di un vuoto interiore, emotivo, affettivo. L’armonia che qui si può cogliere, intesa nella più ampia accezione del termine, è un diritto del giovane che ha deciso di intraprendere questo cammino verso una vita nuova. Noi crediamo in questo diritto”.