Gerra: non vogliamo vivere in una farmacia

Il dibattito della seconda giornata di WeFree, a San Patrignano, moderato da Fabio Bernabei, ha avuto per titolo ‘Emozione e informazione’ e messo a confronto alcuni operatori di soggetti coinvolti a vario titolo nella prevenzione dei comportamenti dannosi e degli abusi da parte dei giovani.
Giovanni Serpelloni, direttore del Dipartimento antidroga del governo italiano, ha innanzitutto ricordato l’accordo sulla prevenzione recentemente siglato insieme agli omologhi di alcuni altri paesi tra cui Usa e Russia, nel quale si contestano tra l’altro “le posizioni sulla legalizzazione delle sostanze, rispetto alla quale i dati dicono con chiarezza che non incidono né sui consumi né sull’indotto criminale legato al traffico delle sostanze”. Altri dati citati da Serpelloni smentiscono poi il pregiudizio secondo cui le dipendenze sono un problema irrisolvibile: “Al contrario, stiamo registrando un calo nel consumo di eroina e cocaina, ma anche di cannabis, una forte diminuzione dei decessi legati all’assunzione, da mille a 300 persone circa l’anno: tendenze confermate anche dalle ricerche di metaboliti nelle acque reflue di alcune città, tra cui Milano che viene considerata la capitale italiana della cocaina (dove la concentrazione si è dimezzata in 3-4 anni), condotte insieme all’Istituto Mario Negri, e da quella sulle micro-polveri contenute nell’aria, condotta a Roma insieme con il CNR”.

Ma è proprio la contrapposizione tra proibizionismo e antiproibizionismo a essere superata, sostiene il direttore del Dipartimento, “mentre è assai più utile fornire ai giovani una corretta informazione sui danni provocati da abusi e dipendenze, lasciandoli poi liberi di decidere in maniera consapevole e responsabile”.
Un tema raccolto e rilanciato da Gilberto Gerra, che per l’Onu-Unodc dirige il Dipartimento prevenzione. “C’è uno slogan che è stato approvato all’unanimità dai 192 paesi nostri membri e dice ‘Non accettiamo una società dove la droga sia un modo di vita’”, ha esordito. “Ma ce n‘è un secondo che dovremmo lanciare: non vogliamo vivere in una farmacia. Le ricerche ci dicono infatti che le droghe provocano danni gravi e permanenti: la cannabis assunta in adolescenza provoca in età adulta una riduzione del quoziente intellettivo di 8-10 punti. Allora la domanda diventa: a chi interessa avere una società di persone più stupide? La diffusione delle droghe avvenuta fuori dalle aree di consumo tradizionale dagli anni ’60 del secolo scorso non può essere spiegata solo con gli interessi del narcotraffico. Esiste una lobby che fa propaganda, più ampia e pericolosa dello stesso narcotraffico, per cui siamo arrivati a stilare un elenco di ben 28 sostanze tra droghe, alcol e farmaci normalmente assunte per autoprescrizione quando si deve far fronte a situazioni come una prestazione sportiva, un esame universitario o scolastico, dall’efedrina alle benzodiazepine”.
Al duro atto d’accusa di Gerra ha fatto seguito l’intervento, sempre per l’Unodc, di Thelma Celine Dethlefsen, giovanissima responsabile di Youth initiative, una rete di 7.000 giovani che condividono informazioni ed esperienze allo scopo, ha spiegato, “di renderli consapevoli dei rischi legati all’uso di droga. E per aiutarli a costruirsi un futuro sicuro”.