Giona, Lollo e Gio’

Estate. Le note che escono dall’autoradio di una vecchia Tipo color verde sbiadito, sono le note di una generazione. La nostra! Sull’onda di “Get up stand up”, una coltre densa e nebbiosa dona all’aria un altro sapore, quasi fruttato.

E’ marijuana, di quella buona. Arriva da Amsterdam, là è legale. Quello che passa di mano in mano è qualcosa di mistico per quei tre ragazzi, un qualcosa che rende la risata contagiosa, la testa più leggera, e fa si che le parole come i pensieri scivolino via.
Gli anni passano. Quell’ abitudine che faceva danzare i nostri neuroni non ci basta più. Vogliamo altro, la marijuana è già cosa per tutti e noi abbiamo bisogno di un’evasione sottocutanea, irritati e disturbati da una società consumista. Ci lasciamo sfuggire via la preziosa gioventù, trasformando i nostri volti in maschere di gomma, e i nostri occhi lucenti in autostrade deserte!
Inverno. Quelle stesse note ora ci sembrano dissonanti, quasi fastidiose. Quel ritmo cosi vicino al sole che fondeva la nostra allegria a tratti spontanea e a tratti forzata, ormai non ci appartiene più. Ora, i pensieri sono ben precisi, chiari e limpidi a tal punto da diventare spietati, la ragione si è fatta da parte, lasciando spazio alla nostra inerme volontà corrotta ormai da un’effimero anestetico, l’eroina.