Giorgia cambia vita

Luca non sta prestando attenzione alle parole di Giorgia. E’ troppo indaffarato a studiare un modo per “svoltare” la giornata, ovvero trovare i soldi per farsi. L’astinenza è uno spettro vicino, talmente vicino che con i suoi sintomi sta già cominciando a spaventare il corpo di Luca.
“O Luca ma mi ascolti o no? Ma non te ne frega niente di quello che sto dicendo? E’ possibile che tu abbia solo quella merda in testa?”
Luca si gira di scatto, uno schiaffo violento si abbatte sul viso scarno di Giorgia.
“Perché fammi capire, tu cos’hai in testa dalla mattina alla sera?

Giorgia è attonita, sconvolta. Luca non l’ha mai trattata così. La loro è una storia assurda, sono due tossici, senza regole, senza freni, ma nel loro folle delirio hanno sempre difeso il loro amore. L’hanno difeso dalle malelingue, dai pregiudizi, dai loro genitori che vedevano in quella storia la radice del dramma in cui versavano i figli . Ma si sono dimenticati di difenderlo dal peggiore dei nemici: loro stessi, i loro deliri, i loro eccessi, le loro paure. Questa volta le barricate sono saltate, la diga si è rotta e il fiume ha travolto tutto lungo il suo percorso. Cosa è rimasto di quel sentimento che aveva sfidato tutto e tutti?
Giorgia ha il viso rigato dalle lacrime. Scendono seguendo le linee incavate del volto segnato per poi cadere sulla sciarpa che Luca le ha regalato la sera che si sono conosciuti. Forse non era esattamente un principe azzurro in sella ad un destriero bianco, ma sapeva essere gentile.
“Perdonami, lo sai che a volte perdo la pazienza, è che ti voglio troppo bene…”
Giorgia fissa la bocca di Luca mentre pronuncia queste parole. Le sembra di guardare un film doppiato. Il suono della voce è innaturale, non combacia con i movimenti delle labbra. Non è quello che dice a colpirla ma come lo sta dicendo. E’ assente, distaccato, gli occhi sono vitrei, vacui. Persino quella dichiarazione d’affetto le sembra una vuota formalità.

“Scusa dai, non volevo, è che a volte dici proprio cose senza senso, pensiamo piuttosto ad un modo per tirare su un po’ di soldi che stiamo di merda. E’ per questo che siamo così nervosi e poi litighiamo.
Vedrai che dopo che ci facciamo passa tutto…”
Giorgia è stanca. Sa bene che non passerà un bel niente dopo che si saranno fatti. Finito l’effetto la soluzione si rivelerà per quel che è: l’ennesima fugace illusione. L’unico che vuole credere ancora a questa balla è Luca, o meglio quel che ne rimane di Luca…

Le gambe di Giorgia cominciano a tirare. Sono i crampi dell’astinenza che iniziano a farsi sentire.
Luca è andato a comprare la roba. E’ riuscito a spillare un po’ di soldi ai passanti. Giusti, giusti per farsi una pera tutti e due.
Ma quello schiaffo brucia ancora sulla guancia di Giorgia. Brucia l’umiliazione. Brucia la delusione del veder l’amore trasformarsi in straziante dolore. Brucia la realtà, la consapevolezza che occorre fare una scelta. Subito e soprattutto da sola. Fra qualche minuto Luca sarà di nuovo lì…

“Pronto…mamma…sì lo so….non piangere mamma, ti prego…. Sono davanti alla fermata del bus di piazza Cavour…ti prego vieni a prendermi…ciao, grazie…sì, sì ti aspetto non me ne vado…ciao”
Giorgia riattacca il telefono. E’ nervosa. Pensa a lui. Nonostante tutto si strazia nel pensare a Luca, alla sua reazione quando non la vedrà più lì ad aspettarlo. Teme che possa fare qualche cazzata, esagerare con quella dose che doveva essere per due. Ma non ha ripensamenti. Giorgia è decisa a cambiare, per sé e per il bambino che porta in grembo.