Giulia

Ho iniziato a 13 anni. La prima canna passata da qualcuno, un sapore acre in bocca e una gran tosse. In realtà quella volta lì quasi niente di più. L’ho fatto perché avevo bisogno di sentirmi parte di un gruppo, volevo circondarmi di persone, senza pensare a chi fossero. Guarda caso infatti non ho più condiviso niente con quelli “amici”. Non mi ricordo più i volti né tantomeno i nomi di quelle persone. Quello che mi è rimasto di quelle esperienze lì è solo un gran senso di vuoto. Se adesso, a distanza di 17 anni dalla prima canna, cerco un ricordo della mia adolescenza, giro a vuoto fra giorni tutti uguali avvolti solo da nebbia. Gli anni più belli, quelli pieni di vita, gli anni delle risate, delle scoperte, del cuore che batte all’impazzata, gli anni che dovresti portare sempre nel cassetto dei ricordi meravigliosi io li ho persi. Mi sono svegliata ad un’età che mi chiedeva cose alle quali ero impreparata.
Tutta colpa delle canne? Sicuramente no, ma altrettanto sicuramente è stato il mio inizio e ho imparato così a non affrontare le cose. Oggi guardo mia figlia e penso che tutte le emozioni, tutte le tappe della vita che lei non deve perdere. Perché la vita la devi guardare negli occhi, con la mente libera e lucida. Non si dovrebbe aver paura di sentire. Non ci si dovrebbe mai nascondere dietro qualcosa. Ognuno di noi porta con se un sogno e ognuno di noi ha diritto ad un’occasione, è un peccato perderla per strada.