GoodGoods: cibo di libertà

Si tratta di realtà che in questi anni hanno ottenuto importanti risultati nella riconversione di terreni coltivati a oppio e a coca, promuovendo il passaggio a coltivazioni sostenibili di prodotti alimentari. Il consumo e la produzione di stupefacenti rappresentano, infatti, due facce della stessa medaglia.

La produzione rovina intere famiglie in terre come la Colombia e l’Aghanistan, il consumo di droga, nei Paesi ricchi dell’Occidente ‘gaudente e disperato’, assume le sembianze del disastro sociale ed educativo contro il quale la nostra ed altre comunità, insieme a tante associazioni italiane e internazionali, combattono la loro battaglia.
In questa edizione di Squisito!, avremo l’opportunità di incontrare alcune tra le realtà di GoodGoods che operano in Sudamerica, Afghanistan e Sudest Asiatico per porre fine alla produzione di droga e per la creazione e lo sviluppo di un’economia legale. Accanto ad esse, incontreremo alcune fra le esperienze italiane più significative in campo educativo, che credono nell’uomo e nella sua capacità di cambiare, attraverso un percorso di riscatto umano e sociale che va molto al di là della droga.

AFGHAN SAFFRON PRODUCERS ASSOCIACION – Afghanistan
Dal 2005 un progetto congiunto di cooperazione internazionale anglo-olandese guidato da un gruppo di ricercatori e agronomi, insieme ad esperti internazionali, ha elaborato delle alternative alla coltivazione dell’oppio in Afghanistan. Lo zafferano, individuato come alternativa sostenibile, è divenuto la fonte primaria di reddito per più di 696 coltivatori nella provincia di Herat, che si sono formati grazie all’ausilio di corsi tecnici professionalizzanti ed esercitazioni pratiche con apparecchiature all’avanguardia per l’essicazione e trasformazione nel prodotto finito. Grazie al progetto, è stata creata una banca dei bulbi che contiene 47.980 kg di specie altamente selezionate per garantire la migliore qualità di zafferano afghano. L’ultimo raccolto, a novembre 2010, ha consolidato la produzione con i 180 kg di zafferano che sono distribuiti in Afghanistan, nei paesi limitrofi e in Europa.

ZARDOZI – Markets for Afghan Artisans – Afghanistan
Zardozi è un’associazione afghana che lavora da 26 anni con donne al confine tra l’Afghanistan ed il Pakistan. Più di 1000 donne, la maggior parte analfabete, hanno dato vita a circa 20 attività di produzione, vendita e commercio di artigianato, abbandonando la loro condizione originaria di emarginazione e povertà.
Grazie a ricami pregiati ed artigianato le donne possono finanziare l’istruzione dei loro figli, evitando lo sfruttamento minorile nel mercato della produzione di tappeti. Tutte le donne che aderiscono al progetto riconoscono che avere un reddito proprio ha permesso loro di essere indipendenti, di potersi permettere visite mediche e di acquisire un controllo sulle proprie vite.
Zardosi ha aperto un negozio a Kabul per una clientela internazionale ed esporta all’estero una gamma di prodotti selezionati.

MAE FAH LUANG FOUNDATION Under the Royal Patronage- Tailandia
La Fondazione Mae Fah Luang, il cui nome significa Madre reale del cielo, è un’organizzazione non profit tailandese fondata da Sua Maestà la principessa Srinagarindara, madre del re Bhumibol Adulyadej.
Mae Fah Luang ha creato il progetto Doi Tung, un modello di sviluppo alternativo sostenibile nel Triangolo d’oro nel nord della Thailandia per fornire un’alternativa concreta alla coltivazione dell’oppio, agendo sulle sue cause profonde: la povertà e la mancanza di opportunità.
Dal 1988 il marchio Mae Fah Luang e i prodotti Doi Tung – caffè, noci di macadamia, tessuti artigianali, ceramiche, cartoleria ecologica, tappeti – assicurano alle comunità locali tailandesi un tenore di vita dignitoso e un’esistenza all’insegna della legalità e dello sviluppo comunitario.

SHEKULO TOV- Israele
Fondata nel 2004, Shekulo Tov è un’organizzazione non profit che fornisce un’occupazione alle persone che soffrono di disturbi mentali. Shekulo Tov sviluppa un modello secondo cui vengono studiati dei programmi di riabilitazione e di acquisizione di responsabilità da parte di ogni partecipante, al fine di dare a coloro che hanno problemi mentali il ruolo che gli spetta come membri paritari all’interno della società.
Shekulo Tov promuove anche un ricco programma di iniziative culturali e ricreative per favorire la riabilitazione ed il reinserimento di circa 1700 persone ed è presente con diversi progetti a livello nazionale in Israele.

LA SELVA CAFE- Chiapas, Messico
L’Associazione dei produttori del “La Selva Cafè” è un’organizzazione fondata nel 1979 dalle comunità indigene Tojolabales e Tzeltales nello stato del Chiapas. L’obiettivo principale è affrontare la povertà e l’emarginazione della popolazione, attraverso la cooperazione, la solidarietà e la promozione e commercializzazione sul mercato. La Selva Cafè, con la sua storia ormai trentennale, ha costituito un modello di sviluppo sostenibile che include partecipazione sociale, rete di alleanze, innovazione, rispetto per la natura ed educazione. Il caffè è prodotto dalle comunità Tojolabales e Tzeltales dell’altopiano della Selva Lacandona del Chapas con metodi e tecniche di produzione biologiche. E’, inoltre, tostato nel rispetto della tradizione, dell’ambiente e della biodiversità, impiegando tecnologie d’avanguardia per ottenere la più pregiata varietà di arabica d’altura.

UNODC Colombia
Tra il 1980 e il 1990 la Colombia è divenuta il Paese con la più ampia superficie coltivata a coca e la maggior produzione di cocaina al mondo. Negli ultimi 20 anni, l’Agenzia Onu contro la droga e il crimine (UNODC) e il governo colombiano hanno intrapreso un intenso programma di riduzione dell’offerta di droga. L’obiettivo è lavorare per la prevenzione e l’eradicazione delle coltivazioni illecite di droga attraverso programmi di sviluppo alternativo che coinvolgano direttamente contadini e piccoli proprietari terrieri. Sono attivi già da anni tre progetti specifici: Familias Guardabosques, dedicato in particolare all’etnia afro-colombiana, Proyectos Productivos, dedicato ad incentivare coltivazioni alternative alla coca, e il Grupo movil de eradicacion, che affianca le forze militari della eradicazione manuale e meccanica delle piante.
Grazie all’azione di UNODC, ad oggi, più di 30.000 famiglie di coltivatori hanno beneficiato di differenti progetti alternativi. Circa 18.000 ettari di coltivazioni illegali sono stati sradicati e più di 120.000 ettari di coltivi legali sono stati costituiti valorizzando la tradizione locale.

UNODC Laos
UNODC gestisce tre progetti in Laos. Due di essi si occupano della riabilitazione economica e sociale di comunità di ex-coltivatori e consumatori di oppio in 142 villaggi, nelle provincie di Oudomxay e Phongsaly. I beneficiari sono 42.192 persone, circa 6.625 famiglie, che appartengono ai gruppi etnici maggioritari Kor, Khmu e Hmong e non parlano laotiano. I progetti promuovono mezzi di sussistenza alternativa sostenibile, progetti di riduzione della domanda di droga e sensibilizzazione civile, attraverso un approccio partecipativo della comunità, proprietà locale, cooperazione e coordinamento. Parallelamente si svolgono campagne di sensibilizzazione contro le droghe e programmi di recupero nelle due provincie.
Il terzo progetto è un programma di formazione professionale nel Centro di trattamento e riabilitazione dalle droghe Somsanga, il più grande e con maggiore esperienza in Laos. Somsanga fornisce una soluzione concreta al crescente problema dell’abuso di anfetamine in Laos e propone un esempio di centro drug free che vuole costruire un futuro sano per i giovani laotiani basato sulla responsabilità individuale.

CANTINA CREMISAN & VIS – Italia e Palestina
Il vino di cantina Cremisan, prodotto in Terra Santa dai Salesiani di Don Bosco e dal VIS – Volontariato Internazionale per lo sviluppo abbraccia tutto il Medio Oriente, che ha il sapore dell’unità ed il gusto della solidarietà. Il nome cantina Cremisan deriva dalla collina che si trova tra Gerusalemme, e Betlemme, attraversata dal muro di separazione israeliano, dove dal 1885 i salesiani coltivano la vite e producono il vino. Il VIS è un’organizzazione di Cooperazione Internazionale della famiglia salesiana che opera in più di 50 paesi del sud del mondo attraverso progetti educativi e formativi e, in Italia, per diffondere una cultura della solidarietà internazionale.
La gamma dei vini bianchi e rossi è frutto di un lavoro ventennale per dare un futuro ai giovani, alle vittime del conflitto della separazione, dell’esclusione sociale, promuovendo la formazione professionale, la valorizzazione dell’artigianato e l’arte palestinese e con la formazione universitaria e la valorizzazione del patrimonio vinicolo in Palestina.

DOLCI DI LIBERTA – Busto Arsizio, Italia
Dolci di libertà è un progetto che si occupa della produzione e commercializzazione di cioccolato e pasticceria artigianale di alta qualità nella casa circondariale di Busto Arsizio. Sponsorizzato da Sport & Spettacolo Holding S.p.A, Dolci di Libertà ha formato attraverso corsi tecnici e pratici 40 detenuti che lavorano in un laboratorio di 800 mq insieme a 6 esperti esterni e producono giornalmente 700 kg di cioccolato e 300 kg di pasticceria.
La formazione professionale, gli attestati rilasciati e l’esperienza acquisita costituiscono un importante supporto nel reinserimento sociale.
Tutta la produzione artigianale aspira alla massima qualità del prodotto e propone un’ampia gamma di cioccolatini e fine pasticceria, in grado di soddisfare un’esigente clientela e produzioni personalizzate su richiesta per regalistica aziendale, squadre sportive, eventi a tema e catering.

POT–AUX–FOUS – Pordenone, Italia
Pot-aux-fous è una pirofila creata dal laboratorio di ceramica della cooperativa Noncello che lavora con il Dipartimento di Salute Mentale di Pordenone.
Nel 2000 il laboratorio di ceramica è creato con l’obiettivo di insegnare un mestiere ai pazienti. Il nome nasce da un gioco di parole per l’assonanza con pot-au-feu, un piatto contadino composto da bollito di carni povere e verdura, cucinato in una pentola di terracotta. Il cambiamento della parola fuoco in folli è sembrato da subito simpatico.
Pot-aux-fous crea oggetti semplici, di uso quotidiano. La produzione è limitata ed il valore sta nella cura delle persone escluse dai processi lavorativi attuali e nella qualità dei pezzi che garantiscono a coloro che le realizzano la dignità di un lavoro vero.

LE COOPERATIVE DEL GRUPPO PINOCCHIO – Brescia, Italia
Il Gruppo Pinocchio è una rete di comunità residenziali e di imprese sociali che realizzano percorsi riabilitativi per tossicodipendenti, malati psichici e persone adulte in grave stato di emarginazione e disagio. La sua sede principale è a Rodengo Saiano in provincia di Brescia, in una bella cascina ristrutturata. Il progetto nasce dalla convinzione che il percorso riabilitativo si possa realizzare attraverso un approccio relazionale che ponga al centro la persona (l’utente e l’operatore in egual misura) carica di bisogni, interessi e passioni.
Ha scelto il nome PINOCCHIO perché la vicenda del protagonista della storia di Collodi può essere letta come metafora del cammino terapeutico educativo seguito dagli ospiti delle comunità. Se la prima conseguenza della tossicodipendenza è la condizione di attaccamento della persona alla sostanza che assume e che la riduce a burattino, la sfida che la comunità ha voluto raccogliere si gioca tutta in questa scommessa: che il burattino diventa uomo!

BOTTEGHE E MESTIERI – Faenza, Italia
Botteghe e Mestieri è una cooperativa sociale nata per creare laboratori artigiani adeguati alle persone in difficoltà incontrate. Il tentativo è rivalutare il lavoro come uno strumento per la realizzazione dell’uomo, attraverso luoghi dove sia possibile il rapporto tra un maestro e un allievo e dove si rimetta a tema non appena una tecnica e un profitto, ma il senso della vita.
Le botteghe nascono dall’incontro di uomini che vivono il proprio lavoro così. La loro attività principale è la produzione di pasta fresca, qualcosa di significativo per i romagnoli perché evoca nell’immaginario una familiarità, qualcosa di bello, di buono, di sicuro, che fa parte della nostra tradizione, di un complesso di valori positivi sui quali costruire con certezza la propria vita.

COOPERATIVA VALLE DEL BONAMICO – Locri, Italia
La Valle del Bonamico è una cooperativa che opera nel territorio della Locride da più di 15 anni. In un territorio particolarmente difficile la solidarietà e la riscoperta della fiducia tra gli esseri umani possono prendere il sopravvento sull’individualismo e sulla chiusura familistica: un percorso di dialogo deve, però, diventare progetto concreto. Numerosi sono stati i problemi che abbiamo riscontrato nella costituzione della nostra cooperativa; la scarsità patrimoniale dei soggetti coinvolti nelle creazioni d’impresa, l’esiguo numero di coloro che posseggono il know-how tecnico – professionale e l’ingerenza importante della mafia su ogni attività in cui si investe ricchezza. Investire nella Locride significa osare il lavoro nonostante tutti i messaggi ed i contenuti sociali contrari all’impresa. Pur tra mille difficoltà, abbiamo proseguito la nostra attività portando avanti a testa alta una realtà che ha creato negli ultimi anni centinaia di posti di lavoro.

PIAZZA DEI MESTIERI- Torino, Italia
La Piazza dei Mestieri è un modello innovativo d’impresa sociale educativa che ha lo scopo di aiutare ragazzi tra i 14 e i 18 anni ad imparare un mestiere e a trovare un lavoro.
L’obiettivo principale è quello di recuperare e avviare al lavoro giovani che abbandonano la scuola. Dal 2004 sono passati dalla Piazza oltre 2.500 ragazzi, di cui il 95% ha terminato il percorso formativo.
Ai ragazzi vengono insegnati gli antichi mestieri legati alla tradizione del territorio, corsi di cucina, barman, pasticcieri, panettieri, cioccolatieri, operatori del design, tecnici della produzione di birra, e acconciatori.
La scommessa più impegnativa e innovativa risiede nell’aver fatto convivere attività educative e attività produttive (Ristorante, Pub, Tipografia, Laboratorio del Cioccolato e Birrificio), puntando a un’eccellenza della qualità delle produzioni, riconosciuta anche con il titolo di Maestri del Gusto.

LA PASTICCERIA DEL CARCERE DI PADOVA- Padova, Italia
La missione della Cooperativa Sociale Giotto è coniugare il sociale al professionale, fornendo a disabili e detenuti, un’opportunità di inserimento socio-lavorativo, e assicurando un livello di qualità elevata dei servizi per aziende private e pubbliche.
Nella “Casa di Reclusione” di Padova i detenuti non imparano solo un mestiere, ma sperimentano un modello di imprenditoria sociale per riscoprire il senso della vita, attraverso il lavoro, il gusto e la bellezza. Nella pasticceria artigianale, i detenuti sfornano panettoni, colombe e altre prelibatezze per palati fini, mentre nel laboratorio di cartotecnica si confezionano scatole ed altri oggetti di pregio. Grazie alla formazione e all’accompagnamento dei maestri pasticceri della Cooperativa Sociale Work Crossing -Ristorazione Forcellini e dai maestri cartai della Cooperativa Sociale Giotto, si realizzano i progetti ideati e coordinati dal Consorzio Sociale Rebus per l’inserimento lavorativo dei detenuti. I Dolci di Giotto hanno ottenuto importanti premi e numerosi riconoscimenti dal Piatto d’Argento dell’Accademia Italiana della Cucina e dal Gambero Rosso.

SAN PATRIGNANO – Rimini, Italia
San Patrignano accoglie persone che hanno problemi legati alla droga, senza discriminazioni ideologiche, sociali o religiose, in modo completamente gratuito, senza gravare né sulle famiglie dei ragazzi né sullo Stato. Dal 1978 ad oggi, la comunità ha aperto le porte a più di 20 mila persone, offrendo loro un percorso educativo della durata media di 4 anni, assistenza medica e legale, la possibilità di studiare, una formazione professionale, l’opportunità di cambiare vita e di rientrare a pieno titolo nella società.
Attualmente San Patrignano ospita 1.500 giovani, affiancati da circa 150 operatori volontari e 350 consulenti e collaboratori, molti dei quali ex tossicodipendenti. Della struttura organizzativa fanno parte una Fondazione e un Consorzio che riunisce tre cooperative sociali senza scopo di lucro.
Secondo ricerche scientifiche condotte da diverse università su campioni significativi di ex ospiti, la percentuale di riabilitazione dopo un soggiorno minimo di 14 mesi a San Patrignano, supera il 72%.
Le attività agroalimentari si sono sviluppate di pari passo con la crescita della comunità, abbracciando un periodo di 30 anni. Dalla viticoltura e vinificazione all’allevamento di bovini, ovini e suini e all’agricoltura biologica, ogni attività intrapresa e portata avanti si poggia sulla ricerca della massima qualità, come strumento educativo e formativo orientato al recupero e reinserimento sociale della persona.
Sono i vini eccellenti, i formaggi squisiti, la carne, il miele, i salumi a raccontare le capacità umane e professionali dei ragazzi di San Patrignano.

FIFTEEN – Inghilterra
Fifteen è il ristorante fondato nel 2002 da Jamie Oliver, chef di fama mondiale, che intende offrire un inserimento lavorativo e formazione per giovani svantaggiati con esperienze alle spalle di alcolismo, dipendenza da droghe e carcere. A Fifteen i giovani vengono infatti preparati a diventare chef, oppure si orientano su altre discipline culinarie come il forno, la macelleria o commis di partita. Il ristorante Fifteen, gestito dalla fondazione omonima, reinveste i profitti del ristorante nel programma di formazione di giovani chef dai 18 ai 24 anni. Oltre alle sede di Londra, nuove filiali sono state aperte ad Amsterdam, in Cornovaglia ed a Melbourne. Gli apprendisti studiano e fanno esperienza sotto la supervisione di 23 chef professionisti. Nel solo ristorante di Londra Fifteen ha dato lavoro a 141 giovani e formato più di 82 apprendisti. Molti di loro attualmente lavorano in alcuni dei migliori ristoranti del mondo. Nei ristoranti Fifteen si utilizzano solo ingredienti stagionali di alta qualità provenienti dai migliori produttori inglesi ed italiani.