GoodGoods

Davvero siamo convinti che la produzione di droga, in paesi spesso afflitti da povertà, violenza e guerra non riguardi noi europei? Ci rendiamo conto che ogni grammo pippato ad Amsterdam o a Milano distrugge tre ettari di foresta sudamericana, avvelenati dalle sostanze chimiche sparse sul territorio da chi coltiva e raffina la droga? E che, al contrario, ogni ettaro strappato alla coca o al papavero da oppio e conquistato da cacao e caffé equivale a 5 chili di polvere bianca che non arrivano alle narici e alle vene di giovani e meno giovani europei?

 

GoodFood
Dalla trentennale esperienza di San Patrignano nel campo della tossicodipendenza, nel 2007 nasce il progetto GoodFood, con l’obiettivo di far conoscere e incontrare realtà di tutto il mondo che credono nello sviluppo alternativo come straordinario strumento per combattere la droga, ma anche il narcotraffico e la povertà. Realtà che in questi anni hanno ottenuto importanti risultati nella riconversione di terreni coltivati a oppio e a coca, promuovendo il passaggio a coltivazioni sostenibili di prodotti alimentari, e liberando quindi intere popolazioni dalla schiavitù del narcotraffico.

Il consumo e la produzione di stupefacenti rappresentano, infatti, due facce della stessa medaglia. Il consumo di droga, nei Paesi ricchi dell’Occidente ‘gaudente e disperato’, assume le sembianze del disastro sociale ed educativo contro il quale la nostra ed altre comunità, insieme a tante associazioni italiane e internazionali, combattono la loro battaglia. La produzione di droga, invece, in zone meno fortunate del pianeta, è legata a drammatiche storie di sopraffazione, di violenza, di guerra.

 

Da Goodfood a GoodGoods
Beni che fanno del bene

Da quest’anno, GoodFood cambia nome e diventa GoodGoods che, in italiano, significa “beni buoni”. L’obiettivo è quello di rendere ancora più forte e incisivo l’impegno per un “good livelihood”, vale a dire un sostentamento buono, libero dalla schiavitù del narcotraffico e della droga. GoodGoods è un progetto più ampio, che vuole riunire le realtà che, in ogni parte del mondo, si battono per la sostituzione delle coltivazioni di droga, con produzioni di beni. Non solo alimenti, quindi, ma qualsiasi prodotto dei campi, delle piantagioni o degli allevamenti: tessuti, mobili, legnami pregiati, artigianato.

 

GoodGoods a Squisito!: prodotti di Libertà
In questa edizione di Squisito!, avremo l’opportunità di incontrare alcune tra le realtà di GoodGoods, che operano in Sudamerica, Afghanistan ed Estremo Oriente per spezzare la catena della droga e per la creazione e lo sviluppo di un’economia legale, attraverso una produzione di cibo e artigianato di altissima qualità. Accanto ad esse, incontreremo alcune fra le esperienze più significative in campo educativo, che credono nell’uomo e nella sua capacità di cambiare, attraverso un percorso di riscatto umano e sociale che va molto al di là della droga.