I cocktail dello sballo che uccidono i ragazzi normali

Questa linea è tracciata dall’uso smodato di bevande alcoliche – il cosiddetto “binge drinking” – e di stupefacenti di nuova generazione, la cui diffusione continua a essere in aumento fra i ragazzi.

Alle morti per overdose di qualche anno fa si sostituisce la morte per tutto: mdma, ketamina, tranquillanti, cocaina, alcol assunti contemporaneamente, quasi per ingordigia di sballo, per una forma di rabbia impotente che ti spinge ad autodistruggerti, senza nemmeno renderti conto del perché lo stai facendo. I numeri di San Patrignano, piccolo ma privilegiato osservatorio della sofferenza e del disagio dei giovani, parlano chiaro ormai da molti anni. Oltre il 60 per cento dei ragazzi che accogliamo provengono da traiettorie simili a quelle di Andrea R. morto a Bologna o dei due ragazzi che ci stavano lasciando le penne nel parcheggio di una discoteca riminese.

Ragazzi “normali”, non tossici come quelli di qualche anno fa, dalla vita falsamente integrata ma alla fine sola e disperata, che ingurgitano tutto, basta che li possa mandare fuori di testa, senza preoccuparsi dei danni che provoca, visto che per loro le conseguenze appartengono a un orizzonte lontano. Quanti ne vediamo ogni giorno, nelle nostre associazioni, di questi aspiranti suicidi inconsapevoli la cui vita sta esplodendo, circondati spesso da genitori spaventati, che chiedono a noi una spiegazione. A San Patrignano, come sempre, siamo disponibili a farci carico anche del ragazzo del parcheggio di Rimini, se ce lo chiede.
La proposta che gli facciamo è una: cambiare.

Carlo Forquet
Comunicazione San Patrignano

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