I nuovi volti degli spettacoli

Cresciuta tra le pieghe della provincia di Firenze, la gioventù di Sara è bruciata in fretta. “Appena mi svegliavo – racconta – avevo un solo chiodo fisso. Procurarmi la roba e una volta trovata stavo apposto fino alla mattina successiva. Mi dimenticavo persino di mangiare. Queste erano le mie giornate. Oggi invece mi alzo alle 6.30, faccio colazione, svolgo le attività del settore cui sono stata affidata, la lavanderia, e nel pomeriggio studio. Sto facendo l’università – continua con un sorriso grande così – voglio diventare educatrice e lavorare con ragazzi problematici”. Una passione, quella per il sociale, che spera in qualche modo di riuscire a mettere in atto proprio a partire dal progetto WeFree. “Quando ero ragazzina, non sono certo stata un buon esempio per nessuno ma, per quel che mi è possibile, spero proprio di poterlo essere adesso. E’ il mio riscatto”.Riccardo, di Reggio Emilia, un diploma in discipline artistiche e un grande amore per la musica anni ‘70, sta concludendo il suo percorso di formazione nel settore delle decorazioni. “Appena mi hanno proposto di entrare a far parte della nuova campagna WeFree – confessa – ho detto no, poi ho cambiato idea. Ho ancora le mie timidezze, ma le sto affrontando. Del resto non è passato molto tempo da quando trascorrevo le giornate ad odiare il mondo e me stesso. Ora invece, finalmente ho imparato ad accettarmi e per questo, anziché ritirarmi nell’ombra, ascolto quella voce che mi dice che è tempo di uscire allo scoperto”.

Luca, 23enne di Sassari, è al termine del suo percorso a Sanpa. Ha la passione per il canto ed è un tenore dei SanPaSingers; ha ripreso gli studi e frequenta l’Istituto di perito elettrotecnico qui in comunità. Gioca come portiere in una delle squadre interne e, anche se è dura, sta facendo i salti mortali per prendere la patente. Per Luca raccontare se stesso è un tassello in più da aggiungere alla forza e alla sicurezza conquistate a Sanpa: “So che probabilmente molti ragazzi nell’ascoltare la mia storia – quella di un figlio di due tossicodipendenti che poi si droga anche lui – penseranno che il mio era un destino già scritto. Ma proprio per questo sono contento di partecipare al Progetto WeFree. Per portare la mia testimonianza, per dire a tutti che anche se la tua vita sembra scolpita nel marmo, fissa, immobile, apparentemente immutabile, il modo di cambiare c’è sempre”. E’ vero, Luca probabilmente non può sapere se in una situazione differente la sua vita sarebbe andata diversamente, “ma oggi so che d’ora in avanti sarà diverso”.

Giosuè ha 23 anni, è di San Miniato in provincia di Pisa ed è a San Patrignano da circa 4 anni. Sta per terminare gli studi superiori e in comunità, oltre a ritrovare se stesso, ha ritrovato una grande passione, quella per i cani. Frequenta infatti un corso per Operatore di Pet Therapy, perché è questo che vuole fare in futuro. “Avrei immaginato tutto, tranne che salire su un palco per raccontare me stesso, il mio passato, le paure e le speranze. Poi, la proposta di partecipare al Progetto WeFree. E’ proprio vero, mai dire mai. Io sono sempre stato uno riservato, un timido. Ma quando salgo sul palco, so che in fondo non racconto solo me stesso. Racconto anche di altri che come me sono cambiati e di quelli che magari hanno ancora paura di farlo. Ed è questo che mi dà la forza di mettermi in gioco”.

L’appuntamento con il debutto di Luca e Riccardo, è il 3 dicembre a Napoli con Ragazzi Permale, condotto da Francesco Apolloni. Giosuè, affiancato dal regista e conduttore Pascal la Delfa, è già andato in scena con Fughe da Fermi a Bolzano, Levico, Bologna, Sassuolo e Verbania. A breve anche Sara salirà sul palco.