Il boom dei dream flowers

Ormai usare questo tipo di sostanze è diventata una moda diffusa soprattutto tra i giovanissimi, poiché è possibile acquistarle senza infrangere la legge, in negozi che, in breve tempo, sono nati come funghi nelle maggiori città italiane. Eh sì, il business rende, anche perché la strada per aggirare la legge è semplice dato che le sostanze vendute non contengono più del 5% di Thc (tetraidrocannabinolo), il che le rende ‘assurdamente’ legali. Delle ‘biodroghe’ se ne fa un gran uso soprattutto a Roma dove il 70,3% dei casi di droga leggera riguarda appunto i dream flowers. Segue Milano con il 68,6%, Torino con il 66,7%, Bologna con il 50%, Padova con il 49%, Brescia e Genova con il 37,5%, Firenze con il 33,4% e Napoli con il 16,7%. Ma l’aspetto più preoccupante è l’abitudine ad abbinare questo tipo di sostanze alle droghe ‘illegali’, ma soprattutto all’alcool.

Tra i prodotti in commercio c’è di tutto: bevande energetiche che fanno ballare per tutta la notte, gomme da masticare ottenute da un’erba africana con effetti meditativi narcotici, biscotti a base di surrogati della canapa e perfino la ‘knaster’, una miscela di canapa sativa lungamente utilizzata dai nativi nordamericani. Prodotti che possono essere molto pericolosi per la salute fisica e per quella mentale. L’alterazione della percezione dell’io può generare attacchi di panico, scatenare l’aggressività verso sé stessi e verso gli altri. Qualcuno ha cercato persino di lanciarsi nel vuoto credendo di poter volare. La diffusione di queste sostanze è destinata ad aumentare. I motivi? Disinformazione, ambiguità ed assenza di reato. La disinformazione è soprattutto da parte dei giovanissimi che ignorano la pericolosità di queste sostanze, l’ambiguità da parte di chi, per interessi economici ne divulga l’uso e l’assenza di reato che giustifica la vendita di sostanze psicoattive senza infrangere la legge.

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