Il groom ‘nato’ a San Patrignano

“Prima di arrivare a San Patrignano non sapevo nemmeno cosa fosse un cavallo”, racconta lui stesso. “Poi sono entrato nel settore delle scuderie e dopo un primo periodo di diffidenza nei confronti di questi animali ho iniziato ad appassionarmi”. Finché non c’è stata la possibilità di diventare il groom ufficiale di Nadir: “C’era bisogno di qualcuno che seguisse questo cavallo, io ero quello un po’ più esperto ed ebbi la fortuna di vedermi assegnato questo compito. Ora esco in concorso con Nadir e accompagno in gara i puledri sotto ai quattro anni”.

Scoperte sempre nuove e grandi soddisfazioni personali: “Vederlo gareggiare è un’emozione unica. Solo io e Valentina sappiamo quanto lavoro c’è dietro ogni ostacolo ed è indescrivibile quello che provo quando lo vedo saltare. Mi viene la tachicardia”.
E probabilmente non potrebbe che essere così, visto il rapporto che ha instaurato con Nadir: “E’ splendido vedere che mi riconosce ogni volta che mi avvicino. Ci intendiamo proprio, tanto che ci faccio delle gran chiacchierate”.

Groom di professione quindi una volta uscito da Sanpa? “Potrebbe essere. In realtà adesso riprenderò anche a studiare ingegneria per tenermi aperte più strade, ma qui ho conosciuto un nuovo mondo, quello dell’equitazione, di cui mi sono proprio innamorato”.