Il presidente internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, Francesco Rocca a San Patrignano: “La droga è di nuovo un’emergenza nazionale”

“Il problema tossicodipendenza sta diventando di nuovo un’emergenza nazionale, forse sottovalutata”. Queste le parole di Francesco Rocca, presidente della Federazione Internazionale delle Società di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa e della Croce Rossa Italiana, in visita ieri per la prima volta alla comunità San Patrignano. “Da un lato assistiamo alla diminuzione dell’età media del consumo e questo lo dicono i nostri operatori che stanno con i camper sulla strada per dare una risposta alle tossicodipendenze. Dall’altro assistiamo ad una sorta di democratizzazione del problema, nei confronti del quale nessuno si può sentire escluso, dato che tocca tutte le fasce, tutti gli angoli più remoti della popolazione e non solo quelli più vulnerabili sotto il profilo economico”.

Il Presidente Rocca ha visitato in mattinata alcuni settori di formazione della comunità per poi fermarsi con i ragazzi nella grande sala da pranzo: “E’ una comunità dove si respira attenzione per il prossimo. Ne ho sempre sentito parlare e anche la figura di Muccioli è ormai patrimonio nazionale, però viverla suscita un impatto emotivo molto forte”.

San Patrignano e Croce Rossa fanno dell’aiuto al prossimo uno dei principi fondanti: “Credo sia fondamentale l’attenzione verso l’altro e fare comunità, il principio ispiratore di San Patrignano aiuta molto a recuperare l’importanza dell’altro. Il rischio per ognuno di noi, che sfoci nella dipendenza o meno, è sempre quello di porre troppa attenzione a se stessi, mentre aprirsi, vivere e condividere è un elemento fondamentale per lo stare insieme”.

Un impegno quello della Croce Rossa, di grande apertura verso il prossimo, in netto contrasto con il clima che si respira in Italia. “Essere presidente ella Croce Rossa significa portare nel mondo, e lo dico da italiano dove stiamo vivendo questa preoccupazione, il motto delle donne di Castiglione delle Stiviere che nel pieno della nostra guerra di Indipendenza, quindi in un momento in cui l’identità nazionale se vogliamo era molto forte, ebbero il coraggio di dire “Tutti Fratelli!” guardando anche ai soldati austroungarici. Quello è il patrimonio più bello che riesco a portare nel mondo tanto che ovunque si parli di Croce Rossa, i nostri volontari conoscono queste due parole in italiano, “Tutti Fratelli!”, ed è una magia bellissima per me che vengo da questo Paese”.