Il viaggio

C’e una frase, una vecchia frase forse di un poeta o di un grande scrittore o semplicemente di qualcuno che ha visto più in là di me.
Dice che “un viaggio di mille miglia inizia con un solo passo”.
Un solo passo…? Sì ma che passo? E che viaggio?

A sentir loro sembra che ogni viaggio sia una scoperta, un grande entusiasmo, un’ infinita rivincita contro quella vita così tanto monotona da sembrare un film muto.
Eppure il mio viaggio, il mio passo non era come credevo.
Non ci sono stati i lunghi addii e neanche quella strana felicità che si vela dietro ogni lungo cammino.
Eppure ne ho visti tanti di posti, Nizza, Narbonne, Marsiglia, Perpignan, Montpellier …la Spagna …posti incantati e città maledette, è stata lunga a piedi ma tutto ciò che ho trovato non era ciò che cercavo.

Cavolo quel passo si che l’ho fatta ma ciò che ho scoperto è stata solo la strada, fredda buia, scomoda.
Una strada che non ti regala niente, che non si accorge se ci sei o non ci sei.
Una strada che non ti riscalda quando fuori è freddo, con quel cemento che non coccola come un soffice materasso e che tanto meno ti avvisa quando una notte di fine novembre cade sopra il mio viso dopo che la mia ultima dose di eroina era troppo carica.
Aspetta …però se penso a quella frase qualcosa sotto c’è, qualcosa vorrà pur ben dire.
“Un viaggio di mille miglia …inizia…” si inizia quel giorno che a casa non volevo più starci perché ormai quella non era più la mia vita, non c’erano più le calde colazioni che mia madre ogni giorno preparava, non era più quella della domenica con la nonna a strafogarmi di dolci calde torte o quella delle gare in bicicletta anche quando pioveva che l’unica cosa che tornava a casa sana e salva era la scheda telefonica incastrata tra i raggi della ruota.
Ora era tutto più schematico, più ordinario, ora dipendevo…
Ma a 18 anni da cosa vuoi dipendere? Ormai la tua indipendenza te la sei conquistata, sei grande, sei maggiorenne.

Ora scegli tu e soltanto tu della tua vita…
Esatto! scegli cosa prendere oggi, i soldi ce li ho, ho ‘collettato’ davanti al supermercato.
Addirittura un signore mi ha dato 30 euro però dice “questi sono per il cane, ragazzo”
Si gli userò per il cane. Beh ora dipende, il cane aspetta.
Devo scegliere cosa voglio, le siringhe già ce le ho …ma sì, eroina così mi aiuterà a sopportare di più il rumore del silenzio e a scacciare quella solitudine che appollaiata su quella panchina continua a fissarmi.
Ho cercato più volte di scrivere a mia madre ma la penna della vergogna non ha mai abbastanza inchiostro si ferma sempre a un passo dalla fine e chissà che fine farò se continuo cosi.
Ma è questo il mio viaggio lungo mille miglia, o forse no, non è detto manca ancora un miglio un solo e ultimo miglio, forse troverò ciò che cerco.