Io, Spice Girl

Eliana ha 22 anni e gli amici, oggi, la chiamano Eli. Ha capelli fluenti, di un castano ramato che ricorda l’autunno e mentre parla, una fossetta sulla guancia destra e un sorriso aperto la rendono tanto solare da non svelare minimamente cos’è stata la sua vita fino a poco tempo fa.
Figlia di una mamma giovanissima impegnata a crescere il rapporto con il nuovo compagno e la sorellina arrivata in famiglia, sin da ragazzina Eli ha affidato se stessa agli amici, al gruppo, all’amica del cuore di turno, cercando forse quelle attenzioni, quegli stimoli che intorno a sé non trovava.

E così, crescendo, gli amici aumentano, e in breve la ‘compagnia’ diventa la sua seconda famiglia.
Alle medie i primi sballi hanno il sapore del sano divertimento, qualche sbronza e qualche tiro di canna. Per ridere insieme, per riempire pomeriggi interminabili e perché no, anche per non provare quella fastidiosissima timidezza.
Finite le medie, finita l’estate, Eli si iscrive al Liceo Psico Pedagogico. Il suo sogno è dare una mano agli altri quando sarà grande. Ma l’entusiasmo per la nuova scuola, per i nuovi amici, per le nuove avventure, dura poco. Anche le canne al pomeriggio, nel parchetto dietro scuola, diventano un rituale carico di noia.

Allora, grande idea. Qualcuno dice “Sapete che a Riccione hanno aperto l’Alkemico?”. “E che è?”, chiede un altro. “Un posto dove vendono un sacco di droghe. E sono legali. Ci sono pure i funghetti”.
Così, dopo qualche mattina, Eli invece di trovarsi sul pullman che la porta a scuola, si ritrova con il suo gruppetto, sul treno per Riccione.
L’Alkemico è il paese dei balocchi, un sacco di droghe, di accessori per l’uso, i prezzi poco più alti della colazione del mattino. Tutto legale, nessuno può dire niente. E poi i commessi, che ti spiegano i vari effetti e le modalità d’uso.
Salvia Divinorum, Morphy, Spice, Efedrina, Popper, Amanita Muscaria. Eli le prova tutte e quel treno comincia a prenderlo sempre più spesso.

Poi elegge la Salvia Divinorum come prodotto dell’anno e inizia ad usarla regolarmente.
“Mi ricordo che avevo delle allucinazioni fortissime, vedevo tutto ciò che mi stava intorno come fosse un cartone animato, a volte dei dinosauri si affacciavano da dietro i palazzi, se ero al chiuso poi le pareti si deformavano o vedevo case innalzarsi davanti a me all’improvviso. Era un effetto che durava 5 minuti, e credo che se fosse durato di più ne sarei morta. Alla fine, quando ritornavo in me ne ero quasi felice, perché credevo non smettesse mai. Ma nonostante questo, il giorno dopo ero di nuovo all’Alkemico. E quando era chiuso mi rifornivo al distributore automatico”.

Eli e il gruppo vanno avanti così per un paio d’anni, fino a che quell’effetto, che all’inizio li spaventava anche un po’, tanto da cercare dei posti dove non ci fossero pericoli intorno, tanto da farli organizzare in modo che a turno uno rimanesse lucido per controllare gli altri, perché sotto allucinazione non sai mai come va a finire, inizia a durare troppo poco, a non bastare più.
“Dire che per me l’Alkemico sia stata la porta d’ingresso alla droga è sbagliato. E’ stato molto di più.. Con la scusa che ero ‘legalmente’ autorizzata, ho gettato delle solide basi per la mia tossicodipendenza”.

E quando l’Alkemico non basta più, arrivano la cocaina, le pasticche, lsd, ecstasy e poi, l’eroina. E poi, il buio.

Quando è entrata in comunità Eli aveva solo 19 anni, e nessuno orizzonte verso il quale camminare. Adesso, se vi capitasse di passare davanti alla sua stanza, affacciatevi. C’è una ragazza alla scrivania, la testa china su un libro aperto, intenta a studiare, per costruire il suo futuro. Perché Eli oggi sta preparando l’esame di ammissione alla Facoltà di Infermieristica. Vuole diventare infermiera. Perché lei, al suo sogno, non vuole rinunciare.