Ivan

Sono un trentaquatrenne che da due anni e mezzo vive a San Patrignano, vengo da una realta’ diciamo normale, da una famiglia media, da uno status sociale direi buono. All’eta’ di quattordici anni, la mia compagnia era numerosa, formata da una quindicina di ragazzi che condividevano la passione per lo sport, chi piu’ chi meno per lo studio, per la musica, e per tutti quei temi che accompagnano l’adolescenza. Un gruppetto di noi pero’ vuoi per curiosita’ vuoi per incoscienza si e’ concesso qualche cosa in piu’……”una cannetta ogni tanto, cosa vuoi che sia”…… eravamo in sei, lentamente ci siamo allontanati dalla compagnia, che nel frattempo coltivava e maturava le proprie passioni, e siamo rimasti li, fermi, spettatori passivi di un mondo che andava avanti, le cannette aumentavano e con loro il senso di insoddisfazione, abbiamo perso interesse verso la scuola, verso tutte quelle cose che inizialmente ci avevano unito. Colmare quel senso di insoddisfazione era sempre piu’ difficile, e le “cannette” non bastavano piu’! Da li in poi non ci siamo piu’ fermati! Di tre di noi non ho piu’ saputo nulla, marcella e’ morta il giorno del suo diciasettesimo, sbalzata da una macchina in corsa, erano tutti fatti e ubriachi; filippo e’ morto, con un ago nel braccio nello stesso parco dove ci facevamo le “cannette” assieme. Io ivan sono il piu’ fortunato, sono vivo, sono qui a scrivere.