L’Anglad di Tolentino festeggia 5 anni di lotta alla droga

San Patrignano Google Street view

Una serata di festa per sottolineare cinque anni di impegno nella lotta alla droga.

E’ quella che ha organizzato per sabato sera l’ANGLAD di Tolentino, (Associazione Nazionale Genitori Lotta Alla Droga), realtà legata a filo diretto con San Patrignano. Per questo alla cena che inizierà alle 20.30 presso i locali dell’associazione in Contrada Cisterna 18, saranno presenti anche alcuni responsabili della comunità, oltre ai sindaci del territorio, a medici dei Sert e quanti in questi anni sono stati vicini all’associazione.

Un’associazione che si sta impegnando molto, come racconta la sua responsabile Vera Radoeva: «Cerchiamo di essere un punto di riferimento in regione, tanto che ci chiedono aiuto non solo dalla provincia di Macerata, ma anche Ascoli, Fermo e persino Ancona. Incontriamo tante famiglie disperate che non sanno come fare con figli o parenti con problemi di tossicodipendenza. Noi li incontriamo e attraverso colloqui li prepariamo verso il percorso di recupero che affronteranno in Comunità.

Al momento abbiamo otto ragazzi in attesa di entrare. Il 75% di coloro che si rivolgono a noi hanno meno di 25 anni e nonostante molti facciano uso di eroina, è impressionante che il 90% di loro non abbia mai usato una siringa. Negli ultimi anni le modalità di uso della sostanza è molto cambiato. Infatti la maggior parte dei ragazzi la inala o la fuma. Anche per questo i genitori se ne accorgono troppo tardi».

Finora dall’associazione di Tolentino sono entrati a San Patrignano 95 ragazzi, di cui alcuni provenienti dal carcere dove l’associazione stessa di reca per fare i colloqui con i tossicodipendenti che vogliono accedere alle misure alternative. Al momento sono presenti in comunità 60 ragazzi che hanno chiesto aiuto a questo Anglad.
Un’associazione che oltre ad aiutare i ragazzi, non si dimentica delle loro famiglie: «Non è facile per una madre e un padre intraprendere un cammino personale per fare dei cambiamenti. Quando un ragazzo entra in Comunità, noi continuiamo a vederci con la sua famiglia una o due volte a settimana. E’ così che riescono a capire il percorso che porta avanti il loro figlio in Comunità, cambiando a loro volta certi atteggiamenti. Ad aiutarci in questo anche ragazzi che hanno già terminato il percorso a San Patrignano e i loro genitori».