La droga, i bambini e le intossicazioni accidentali

È toccato di nuovo a due bambini: una bimba di 20 mesi a Firenze, un maschietto di 15 mesi in Sicilia. Sono entrambi rimasti intossicati accidentalmente da sostanze stupefacenti. Per fortuna sono vivi. Questo quello che ci raccontano oggi due quotidiani.

In uno dei due casi, la polizia ha trovato tracce di marjuana sul tavolo della cucina e un macina erba (grinder). La procura chiederà al gip la nomina di un curatore speciale che potrà decidere se querelare i genitori. È uno degli effetti della deriva che si sta prendendo sulla questione droghe: il lassismo più totale, e a farne le spese sono i più piccoli.

Sulla gravità di questioni come questa, è utile andare a vedere i dati dello stato del Colorado dopo la legalizzazione: nel 2014, le chiamate da esposizione a marijuana ai centri antiveleni, incluse le chiamate riguardanti l’esposizione non intenzionale di minori (da zero a 8 anni), sono cresciute: 222 chiamate con un aumento del 74,8% rispetto al 2013 (*).

Il Children’s Hospital Colorado, in due anni, ha dato assistenza medica a quattordici bambini che, per errore, avevano ingerito dosi di principio attivo, risultando poi sonnolenti e disorientati o, nel peggiore dei casi, con problemi respiratori. Quasi tutti avevano mangiato per errore biscotti, torte o caramelle contenenti marijuana.

I dati scientifici ci danno supporto anche quando diciamo che le sostanze considerate ‘leggére’ possono causare danni non trascurabili sull’organismo di bambini e adolescenti: il rapporto su Pediatrics sottolinea che il cervello continua il suo sviluppo almeno sino ai 20 anni, e l’uso di cannabis altererebbe le regioni del cervello preposte alla pianificazione ed alla memoria. Ci sono inoltre i casi di bambini nati da donne che hanno fumato hashish e marijuana durante la gravidanza. Questi neonati manifestano risposte diverse agli stimoli visivi e un pianto più acuto, caratteristiche che potrebbero essere indicatori di problemi durante lo sviluppo neurologico. 

*(Fonte: rapporto del Dipartimento della Salute Pubblica e dell’Ambiente del Colorado fotografa la situazione dello Stato nel 2014)