La rete di San Patrignano si confronta

Una riunione significativa, svoltasi nel pomeriggio del 20 settembre dopo che, in mattinata, si erano svolti i colloqui d’ingresso in Comunità e ben 31 ragazzi avevano avviato il percorso di recupero. E’ stata l’occasione, senz’altro utile, per «guardarsi in faccia, incontrarsi, conoscersi, darsi una rotta e continuare il lavoro di tutti i giorni», come ha detto Federico Samaden, responsabile della rete delle associazioni di San Patrignano. «Le associazioni sono pezzi di società civile – ha spiegato Federico – sono scorci di umanità, toccati dal dramma della droga, che si sono uniti, famiglie i cui figli hanno rischiato di morire, a volte semplici esseri umani che hanno avuto voglia di dedicare energia e tempo agli altri, a tutti coloro che chiedono aiuto. E’ così che sono diventate il primo contatto che San Patrignano ha con persone tossicodipendenti. Sanno accogliere, ascoltare e accompagnarli verso un percorso di recupero. Allo stesso tempo seguono i genitori, mentre il loro figlio si trova in comunità. Infine seguono i ragazzi al termine del loro percorso aiutandoli a reinserirsi nella società».

Riuniti tutti nel teatro della comunità, c’è stato un interessante confronto sulla proposta di dar vita ad un nuovo movimento delle realtà impegnate nella lotta alla droga, aprendo così maggiormente la stessa realtà riminese al confronto con l’esterno, sulla scia di quel Muvlad che negli anni ’80 ebbe un ruolo non poco importante per la promulgazione della legge Iervolino Vassalli. «Dobbiamo allargare l’abbraccio a quanti si impegnano ogni giorno come noi e guardare avanti – ha concluso Samaden – Ciò significa rinnovare quel patto fatto 30anni fa da persone che hanno deciso di dedicare la propria energia e il proprio cuore affinché l’idea straordinaria di Vincenzo possa continuare ad esistere».

in_evidenza