L’arte del cucito

Panoramica Sanpa
‘Abbiamo cominciato questa lavorazione 7 anni fa’, dice Cristina, una delle operatrici che affianca i ragazzi nel loro percorso in comunità. ‘L’inizio è stato casuale. Avevamo degli scampoli di velluto di seta e ci sembrava un peccato buttarli via. Così abbiamo realizzato il nostro primo copriletto in patchwork’.Per spiegare le fasi di realizzazione Cristina mostra la loro ‘Bibbia’: due fogli scritti a mano con le regole per creare una buona ‘composizione’.
Contrasto ed equilibrio: queste le parole chiave per realizzare un patchwork che abbia ‘carattere’. Ogni riquadro di stoffa deve valorizzare quello immediatamente accanto, colori, stoffe e fantasie di foggia dissonante si devono amalgamare fino a produrre un risultato finale che risulti armonioso allo sguardo. Infatti, prima dell’assemblaggio finale delle stoffe, avvengono sempre degli spostamenti per bilanciare l’effetto. ‘Per noi è come dipingere un quadro’, continua Cristina, ‘anzichè tempere, utilizziamo stoffe. Ma lo spirito creativo è molto simile’.Il Patchwork ‘Made in Sanpa’ si differenzia in ‘libero’ e ‘prestabilito’. Nel libero si dà respiro alla creatività personale ed è un modo di sperimentare nuove forme e metodi. Il patchwork prestabilito invece rientra nella collezione che San Patrignano propone ai suoi clienti.

Ogni anno infatti il designer tedesco Gabriel Weirich disegna una linea che detta lo stile di tutti i prodotti realizzati nei laboratori artigianali della comunità.

E’ un lavoro d’insieme che richiede molta attenzione’, racconta Maura dell’arte cucito, ‘e si rivela ideale anche per la crescita dei ragazzi. Sviluppano la pazienza, caratteristica spesso assente nei tossicodipendenti, e lo scambio continuo di consigli e confronti li porta ad avere una comunicazione aperta e matura con gli altri. Rimettono insieme le proprie vite’, conclude Maura, ‘un po’ come succede lavorando il patchwork: ogni cosa, alla fine, trova la giusta collocazione’.

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Curiosità

Le origini
Il primo esempio di lavorazione Patchwork della storia è esposto all’accademia di scienze di Leningrado. E’ un esemplare di tappeto funerario rinvenuto in una tomba, datato fra il 100 a.C. e il 200 d.C..
Mentre al British Museum di Londra è possibile ammirare una statuetta in avorio del II millennio che rappresenta un Faraone in abiti con la stessa lavorazione.

Credenze
La diffusione a livello Europeo del Patchwork risale al XVI secolo. Le ricamatrici creavano partchwork belli, ‘ma non troppo’. Era infatti tradizione inserire volontariamente un errore nel manufatto, in modo da non competere con Dio, aspirando a creare qualcosa di perfetto.
I bordi applicati alle lavorazioni invece non dovevano mai essere interrotti da cuciture in modo da assicurare longevità a chi lo avesse utilizzato. Nei Patchwork creati in occasione delle nozze veniva sempre inserito un cuore: un augurio per un’unione felice degli sposi.