Legalizzazione cannabis. San Patrignano: “Fortemente contrari a questa legge”

legge sulla legalizzazione della cannabis - San Patrignano

In vista della discussione in Parlamento della legge sulla legalizzazione della cannabis di lunedì 25 luglio 2016,

la Comunità San Patrignano, con quasi 40 anni di esperienza nella prevenzione e nel recupero della tossicodipendenza, ribadisce la propria assoluta contrarietà.

La proposta di legge avanzata ha l’unico scopo di risolvere un problema di ordine economico, per portare nuovi soldi nelle casse di uno Stato in sofferenza. Lo Stato deve avere però ben altre priorità, interessandosi alla disoccupazione giovanile, all’integrazione, alla sicurezza, ai trasporti, senza mai dimenticarsi il suo ruolo educativo. Non può abbandonare i giovani a loro stessi ridicolizzando i rischi di una sostanza stupefacente, a maggior ragione in una situazione storica in cui famiglie e scuola faticano incredibilmente a ricoprire il loro ruolo di agenzie educative. Lo Stato deve essere quindi il primo a dover porre dei paletti, ad avere il coraggio di dire dei no.

Legalizzando andremo sempre più verso la normalizzazione delle droghe con un messaggio profondamente sbagliato per tutti gli adolescenti.

Sdoganeremmo completamente l’utilizzo di una sostanza molto dannosa sia a livello cerebrale, soprattutto se assunta in età di sviluppo, sia perché spesso è la porta d’ingresso alle altre sostanze.

Dalla nostra esperienza il primo contatto avviene proprio verso i 12 – 13 anni. Solo nell’ultimo anno sono entrati a San Patrignano 10 ragazzi per uso unicamente di cannabis, tutti minorenni o appena maggiorenni.

Purtroppo siamo certi che con la legalizzazione aumenterebbe il consumo.

E’ successo in Colorado dove i consumi sono aumentati dal 27 al 31 per cento nell’arco di tre anni (dal 2011 al 2014). E’ successo in Italia con il gioco d’azzardo, con un incremento negli ultimi cinque anni di circa il 90%. Una liberalizzazione che ha portato vantaggi anche in questo caso alle casse dello Stato, ma che ha fatto esplodere un problema sociale.

Infine, come già disse Paolo Borsellino, la mafia e la criminalità, se ci sarà la legalizzazione, non faranno fatica a riorganizzarsi. In primis continueranno a controllare il mercato di tutte le altre droghe e dato che con la legalizzazione aumenteranno i consumatori di cannabis è facile che troveranno ulteriori clienti per le altre sostanze. Inoltre la criminalità continuerà a gestire il mercato della cannabis per i minorenni e con una politica dei prezzi al ribasso, come avvenuto in Colorado, siamo certi continueranno ad avere fra i loro clienti i cittadini più poveri.

Video realizzato da Pino Ciociola per Avvenire:

http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/Legalizzare-la-cannabis-no.aspx