Attali: “Nulla di più distruttivo che vivere nel carpe diem. L’Italia deve crescere sotto l’aspetto dell’economia positiva”

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Questa l’amara realtà rivelata oggi da Jaques Attali, Presidente di PlaNet Finance Group e ideatore del Movimento per l’Economia Positiva, a San Patrignano per il LH Forum San Patrignano.
Una considerazione che deve essere presa come punto di partenza per poi lavorare e far crescere l’Italia sotto questo aspetto: «Il 34° posto dell’Italia, seguita solo da Grecia e Turchia mi ha sorpreso, ma speriamo che già dal prossimo anno si classifichi meglio, seguendo l’esempio positivo delle nazioni nordiche che si trovano ai primi posti.
Stiamo misurando il progresso che può fare una nazione nell’ambito dell’economia positiva e abbiamo elaborato un indice per valutarne la positività. Nazioni giudicate secondi indici come l’aspetto demografico, le infrastrutture, la stabilità politica e tante altre valutazioni.
Potremmo prendere San Patrignano come indice di positività assoluta. Un indice che andrebbe realizzato anche per imprese, Ong e pubbliche amministrazione».

Un’idea che nasce da una necessità condivisa: «Siamo in tanti a pensare che è utile agire a beneficio delle generazioni future. A volte lottando per difendere i valori supremi che rientrano nell’economia positiva così come tutti i filosofi che si sono battuti in passato per la libertà.
Le giovani generazioni hanno la preoccupazione che il mondo sarà un luogo meno piacevole per loro, negli ultimi 30 40 anni tutti percepiamo che il mondo è andato peggio. Non siamo stati in grado di creare accesso all’alimentazione per tutti, abbiamo generato inquinamento. I giovani malediranno chi li ha preceduti. Si è vissuto nel carpe diem ma non c’è nulla di più distruttivo.
Con l’economia positiva cerchiamo di guardare a lungo termine e lasciare invece un mondo migliore. Dall’economia positiva si passerà alla società positiva»

Quindi la proposta di Attali nel breve termine: «Faremo una piccola lista di dieci cose da fare in Italia da qui alla prossima riunione a settembre a Le Havre e domani sera in conclusione comunicheremo le nostre riflessioni operative. La prima sarà: come si può difendere la politica italiana in Unione Europea e quali progetti di legge si possono avanzare per aiutare l’economia positiva. Dovremo anche includere, quali regioni italiane e quali imprese accetterebbero di far misurare la propria positività? Nel 2015 saremo in Canada, poi Marocco, Sud Africa e spero altri paesi».

Al suo fianco anche Eduard Philippe, il sindaco di Le Havre, prima città ad ospitare il forum: “Sono molto felice di essere qui a San Patrignano per portare l’economia positiva a un nuovo sviluppo.
L’economia positiva si basa sull’altruismo, un modo aperto e ragionato di esaminare le relazioni economiche. Entusiasmo a lavoro ci aiuteranno nella nostra capacità di cambiamento per arrivare al raggiungimento degli obiettivi”.