Libertà o illusione

…..Alle medie inizio a fumare le prime sigarette. A casa della Vale posso fumare liberamente, sua mamma non c’è mai e io inizio ad assaporare una libertà che forse ho sempre ricercato per via dell’indole apprensiva di mia madre. Il babbo della Marina aveva l’abbonamento allo stadio, i miei non volevano che io ci andassi, ma lui ci portava sempre di nascosto.
In seconda media inizio ad andare in discoteca. Dicevo a mia mamma che dormivo dalla Vale e poi di nascosto uscivamo. Sua mamma non c’era mai, ma le poche volte che era in casa mi copriva.

Alle superiori scelgo il liceo classico per seguire la Vale, io avrei voluto andare all’istituto d’arte, ma i miei non avrebbero mai accettato. Quella era la scuola dei tossici di Arezzo. Io avevo poca voglia di studiare, il pomeriggio stavo tutto il tempo in giro con la Vale e la Marina e in più in quel periodo iniziano le prime serate in cui si rientra tardi, le prime uscite con i ragazzi più grandi.
Un giorno incontro un ragazzo, il Delo, lui aveva tre anni più di me. Mi offre subito una canna e io accetto senza neanche pensarci. Non mi ricordo l’effetto che mi ha procurato, so solo che mi sono sentita a mio agio, una cosa strana, una cosa da me. Le canne erano un po’ come quel vestito che i miei non sono mai stati in grado di comprarmi.
A breve il Delo diventa il mio migliore amico, io ero affascinata dal loro mondo, dal mondo dei più grandi. Lui invece si innamora di me, ma a me lui non piace. Anche la Vale e la Marina inizialmente escono con quel gruppo, ma sono sempre state più intimorite di me da quel mondo, così ad un certo punto abbandonano la compagnia. Con il tempo le mie amiche diventano un peso, non volevano che frequentassi gli amici del Delo e che mi drogassi. Stavo cambiando, iniziai a raccontare bugie anche a loro e non solo ai miei genitori.

Conosco Alessio, amico del Delo, lui rappresenta per me il mio trampolino di lancio. Con lui inizio ad andare alle feste, a vestirmi larga, a farmi piercing e per la prima volta sento di vestire i panni giusti. Sto con Alessio quattro mesi e con lui inizio a provare le droghe sintetiche. Non mi interessavano neanche i rapporti sessuali, mi interessava solo sballarmi.
Nello stesso periodo nel quale conosco il Delo, mia sorella parte per un’esperienza scolastica negli Stati Uniti. Torna dopo un anno e mi trova totalmente cambiata. Lei era molto ingrassata per via della pessima alimentazione che aveva avuto in quell’anno e così un po’ per compassione un po’ perché era sempre da sola la porto nella compagnia. Mi vergognavo anche un po’ nel portarla con me, ma capisco solo ora che quella era una parte di me che assolutamente non mi apparteneva. Inizia anche lei a fumare le canne, poi a scuola conosce una ragazza, Elisa, che le fa provare la cocaina. Aveva un estremo bisogno di dimagrire e sapendo che la cocaina può aiutare in questo non ci pensò due volte.
Inizialmente io non sapevo niente di questa cosa, ma un giorno la scopro. Fino a quel momento mi ero sempre tenuta alla larga dalle droghe cosiddette pesanti, mi spaventavano. Avrei voluto dire tutto ai miei genitori, ma poi pensai che se lo avessi fatto anche lei avrebbe spifferato tutto sulle mie canne e pasticche.
Da lì, in breve tempo, mia sorella mi fa provare la cocaina e inizia per noi un intenso periodo di complicità. Per me dalla sfigata che era si trasformò in un’alleata.
A scuola vado male, a fine anno prendo sempre due o tre debiti. Mi allontano dalla Vale tanto che non vado neanche più a casa sua. Lei era molto preoccupata per me, vedeva che stavo dimagrendo e che frequentavo sempre ragazzi più grandi, così lo dice a sua mamma che chiama immediatamente la mia. A scuola si sparge la voce che mi drogavo, anche i professori avvisano mia madre dei miei cambiamenti, così preoccupata iscrive subito sia me che mia sorella al Ser.T. Iniziano così i primi controlli da parte dei miei, le prime volte le urine risultavano sporche e i nostri ci misero alle strette minacciandoci di buttarci fuori di casa. Io però non mi fermai, non avevo nessuna intenzione di smettere di fare quello che facevo, così mi allontanai progressivamente dai miei genitori. Inizio a non tornare più a casa a dormire, vado a stare dal Delo, invece mia sorella va dalla sua amica Elisa. Con il tempo noto che lei ha una forte influenza su mia sorella e a me questo da molto fastidio, per questo mi metto sempre in mezzo cercando di farle aprire gli occhi. L’Elisa inizia a vedermi come un ostacolo, per questo comincia a screditarmi davanti a mia sorella che essendo soggiogata da lei ci crede. Iniziamo ad allontanarci sempre di più.
Dopo poco conosco il Matta, sono stata con lui quasi due anni e durante tutto quel periodo sono stata costretta ad accantonare l’amicizia con il Delo perché il Matta era geloso. Lui spacciava e io e mia sorella compravamo da lui. Un giorno dovevamo partire per andare in vacanza e lui venne con noi, in questo modo avevamo tutto ciò che ci serviva senza neanche pagarlo. Lui si innamora, io invece lo vedo semplicemente come un ragazzo con cui sto bene.
Mia sorella si mette con il vicino di casa del Matta, Marco, anche lui spacciava e veniva da una realtà disagiata. Lui però era fidanzato con la figlia di un poliziotto, stava con lei per salvare le apparenze, per non farsi beccare. Così mia sorella per due anni fu la sua amante. Io ero molto contraria, come solito mia sorella si era fatta soggiogare e io per proteggerla mi metto in mezzo.
In quel periodo decidiamo di andare via di casa, in un primo momento ci appoggiamo dove capita poi andiamo a stare da un barbone che conosceva il Matta nelle case popolari. Gli ultimi mesi delle superiori li passo in questa casa.
In quel periodo conosco Gianmarco un mio compagno di classe e Martina una mia vicina di casa con cui avevamo la passione delle droghe in comune.
Mia sorella continua a sentirsi di nascosto con mio padre che chiamava per sapere come stavamo. Mia mamma invece, aveva preso una decisione, non condivideva il nostro nuovo stile di vita e anche se soffriva non ci chiamò mai.
Non mangiavo mai, arrivai a drogarmi e basta, dimagrisco tanto e le poche volte che mangiamo è perché riusciamo a rubare qualcosa al supermercato. A volte mia nonna, all’insaputa dei miei, ci faceva la spesa e la roba durava giusto una serata dalla fame che avevamo…..