L’inferno e l’amore

Un padre uccide il figlio tossicodipendente dopo anni di tormenti, botte e debiti. “Per entrambi provo una pena infinita”, commenta Andrea Muccioli

La droga disgrega e distrugge i rapporti umani. Li rende difficili, sempre più violenti: impossibili. E’ questa la drammatica realtà della tossicodipendenza, troppo spesso sottovalutata o nascosta. Non conosco direttamente gli affanni e lo strazio che hanno portato ancora una volta un padre a compiere un gesto così terribile, ma provo per lui e per il suo povero figlio una pena infinita. In questi anni, ho incontrato spesso genitori con i figli che li massacravano di botte per strappargli i soldi per una dose, che usavano il loro amore e la loro casa come momentaneo riparo prima di tornare a drogarsi. Genitori e famiglie costretti a una vita dove amore, dignità, rispetto erano scomparsi. Eppure, incapaci di trovare la forza e il coraggio necessari a mettere il figlio di fronte alle conseguenze negative delle sue azioni. Continuavano a tenerlo lì con loro, prolungando soltanto la lenta agonia che la droga infligge a tossicodipendenti e a chi gli sta vicino. Tutto ciò senza riuscire ad aiutarlo a rendersi conto del male che sta facendo. Senza neanche fargli vivere la drammaticità, la miseria umana e affettiva della sua condizione. Ovvero, le uniche cose che fanno comprendere a un tossicodipendente di stare buttando via la sua vita. Soprattutto, che questo cammino verso l’annientamento della propria dignità va arrestato. Ed è in queste situazioni che bisogna trovare dentro di se la forza e il coraggio di un grande gesto d’amore. Dire al proprio figlio: io per te non ci sarò più fino a quando tu non deciderai di farti aiutare. Allontanarlo da casa e dalla famiglia. Lo dico perché questo gesto così duro e doloroso l’ho visto compiere centinaia di volte ed è stato il primo passo che ha portato un ragazzo a convincerlo di chiedere aiuto. Di chiederlo perché finalmente cosciente di stare distruggendo la sua vita e quella delle persone a lui più care. Non farlo, non aiutare chi vive questo dramma a farlo, è sbagliato. Con la droga le cose non migliorano mai: peggiorano sempre. Fino a quando è troppo tardi e ogni gesto e ogni parola sono ormai inutili. Com’è accaduto ieri a Bologna.