La Lola abita qui

Un ‘tour’ nelle stalle di San Patrignano, dove si produce anche latte di alta qualità, destinato in parte alla vendita, in parte alle esigenze della comunità

Ma è quello della Lola? Sì, proprio quello. Il latte alta qualità della Granarolo proviene anche dalle stalle di San Patrignano, che fanno parte della filiera controllata, sottoposta a rigorosi controlli sanitari, e composta da allevamenti selezionati, dove le mucche sono nutrite in maniera naturale ed equilibrata.

Passione, amore per la natura e gli animali, esperienza nell’allevamento e nelle tecniche di riproduzione artificiale e di selezione della razza: queste le caratteristiche peculiari delle stalle di Sanpa, che hanno visto la luce nel 1984, quando Vincenzo Muccioli acquistò i primi animali. Da lì è cominciato il discorso della selezione genetica.

L’allevamento dei bovini conta oggi 352 animali, 52 maschi e 300 femmine, queste ultime divise in vacche ‘da lattazione’ (153 capi) e manze (147 capi), ossia mucche giovani che non hanno mai partorito, di razza frisona italiana, la tipica vacca di origine olandese, con mantello pezzato bianco e nero.

“La produzione giornaliera media è di circa 3100 litri di latte”, dice Gianni, responsabile tecnico delle stalle, dove lavorano complessivamente 41 ragazzi, e responsabile anche della fecondazione artificiale. Il 50 per cento del latte fresco prodotto a San Patrignano è venduto alla Granarolo come latte di alta qualità: queste stalle fanno parte infatti della filiera controllata che richiede un controllo costante sui valori della produzione.

Bisogna ricordare che il latte di alta qualità si distingue per essere stato sottoposto ad una pastorizzazione più leggera, conservando più intatte le proteine totali del latte (almeno il 15,5% rispetto al 14,5 del latte pastorizzato).

Per assicurare igiene assoluta nonostante la blanda temperatura, questo latte si ottiene da latte crudo di altissima qualità microbiologica.

Il latte di San Patrignano è destinato, per il restante 50 per cento, in parte al caseificio della comunità, per produrre i formaggi (il ‘Mucchino’, la caciotta stagionata e fresca, lo ‘squacquerone’, la ricotta e lo yogurt) e in parte soddisfa i fabbisogni interni (per le colazioni, gli usi di cucina, e per i ragazzi della comunità di San Patrignano di Botticella, in provincia di Pesaro).

Controlli accurati e costanti

Nelle stalle, due strutture lunghe 72 metri, una da ‘ingrasso’ (dove appunto gli animali vengono fatti ingrassare) e l’altra da ‘lattazione’ (ossia per la produzione di latte), l’anno scorso è stato installato un nuovo impianto di mungitura, completamente computerizzato, che ha permesso di aumentare da 12 a 18 i posti destinati alle mucche per la raccolta del latte.

Fondamentale è il sistema di riconoscimento della qualità del prodotto, tecnologia che rileva, tra gli altri fattori, anche il grado di salinità.

Ogni mucca è sottoposta ad un monitoraggio attraverso un sofisticato sistema elettronico che ne rileva le condizioni di salute, consentendo così di selezionare il latte nella maniera più rigorosa possibile.

Elemento importantissimo per la produzione casearia è l’alimentazione. Le materie prime per preparare i mangimi sono foraggi, mais, orzo, crusca ed altri tipi di cereali.

L’allevamento selezionato di Sanpa si avvale da anni della collaborazione di un alimentarista (parte di un team di cui fa parte anche il veterinario) che prepara le dosi e stabilisce le razioni in base allo stato di salute degli animali e alla produzione del latte.

“Per i ragazzi che stanno compiendo il percorso di recupero questa esperienza è particolarmente importante ed impegnativa, proprio perché la produzione di latte di alta qualità richiede controlli accurati ed attenzioni costanti”, spiega Gianni, sottolineando che queste procedure contribuiscono ad abituare e a formare i ragazzi ad un impegno regolare e continuativo. Che li ricompensa con tante soddisfazioni.

Progetti futuri? Avere animali da portare ai concorsi, incrementare la fecondazione artificiale, esportare la genetica, ampliare il numero delle mucche in lattazione.