L’Olanda fa marcia indietro

di Matteo Diotalevi

Marijuana inserita nell’elenco delle droghe pesanti. Nulla di nuovo se si considerano le più recenti ricerche scientifiche, quasi blasfemia se questo provvedimento sarà preso, come sembra, in Olanda. Nel Paese dei tulipani e dei coffee shop, dove la marijuana era semilegalizzata, la stessa sostanza, a partire dalla prossima primavera, sarà equiparata a droghe quali eroina e cocaina, per il cui traffico è in vigore una legislazione severa. Ad annunciarlo in una conferenza stampa, il ministro della Sicurezza e della Giustizia, Ivo Opstelten. La motivazione ufficiale è che negli ultimi anni si è registrato, nell’erba commercializzata nei coffee shop, un forte aumento del THC (tetraidrocannabinolo), principio attivo responsabile dell’effetto alterante della sostanza. Nella varietà di marijuana più diffusa nel Paese, la cosiddetta skunk, il THC è presente al 15 per cento, in misura di gran lunga superiore elle percentuali di vent’anni fa.
Il termine comunemente ed erroneamente usato di “droghe leggere” per definire queste sostanze ad alta concentrazione di principio attivo risulta essere, a detto del governo olandese, completamente fuori luogo. Nessun’altra sostanza al mondo, con queste caratteristiche così ben documentate da studi tanto autorevoli, verrebbe altrettanto classificata come “leggera” e quindi fatta percepire come non pericolosa, consentendone l’uso. Il provvedimento avrà pesanti ripercussioni per gli stessi coffee shop, in cui comunque non sarà vietata la vendita della marijuana in generale, ma solo quella che presenterà un THC superiore a tale limite. Misurazione che però dovrebbe essere effettuata dagli stessi proprietari dei locali che, ovviamente, non hanno gradito e stanno cercando di opporsi. Secondo Marc Josemans, dell’associazione nazionale coffee shop, «criminalizzare la marijuana indurrebbe di certo la diffusione di prodotti illegali non controllati, e questo arrecherebbe un vero rischio per i consumatori». Giustificazione, questa, che rispecchia la linea di tolleranza espressa dal paese dei tulipani almeno finora, e che è stata responsabile di non poche frizioni con Belgio, Germania e Francia, che non hanno mai visto di buon occhio il turismo della droga.

Plauso italiano
Il dietrofront olandese è stato accolto con soddisfazione dal governo italiano. «Questo provvedimento conferma ciò che da sempre diciamo: non può esistere una distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti perché la droga è droga e fa male», ha dichiarato il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni. Un plauso anche da parte del Dipartimento nazionale antidroga, per bocca del capo dipartimento Giovanni Serpelloni: «In questi anni è stato fatto un danno enorme diffondendo l’idea che la cannabis sia una droga leggera perché non lo è affatto e produce danni al cervello ed in particolare alle funzioni cognitive. È bene che i ragazzi lo sappiano anche perché la cannabis è il primo approccio con il mondo della droga. Come Dipartimento, vogliamo sottolineare che è ormai da parecchio tempo che l’Olanda sta dimostrando una chiara volontà di porre fine ad una insostenibile politica di tolleranza attuata da anni in tema di liberalizzazione. Già nei mesi scorsi il Consiglio di Stato aveva deciso di mettere al bando i coffee shop e oggi lo stesso governo olandese decide di equiparare la marjiuana alle droghe pesanti come la cocaina e l’eroina». Proprio a riguardo, il governo olandese starebbe anche pensando ad una mossa per disincentivare il turismo dello sballo, che vede ogni anno milioni di giovani invadere la capitale per fare uso liberamente di sostanze. Il governo sta infatti pensando a un “weed pass”, letteralmente un permesso per l’erba, che sarà fornito solo ai residenti, che diventeranno quindi gli unici possibili clienti dei coffee shop. Un provvedimento che sarà messo in atto dal primo gennaio 2012 per tutti i coffee shop del sud dell’Olanda, quelli più vicini al confine belga, per poi estendersi dal 2013 a tutto il Paese.

BOX – le motivazioni della scelta
Cosa succede nel Paese dello spinello libero? La popolazione sembra aver scoperto che la droga (anche quella considerata leggera) causa disordine pubblico, problemi sociali, criminalità, mercato nero, soprattutto fuori ai coffee shop legali. E non ne può più di vedere le città sempre infestate da stranieri alla ricerca dell’erba. Al personale degli ospedali è richiesto ogni week end un impegno supplementare per rimettere in piedi turisti che si sono intossicati mischiando sostanze e alcol. Anche la classe politica olandese è stanca della cattiva reputazione da paradiso degli stupefacenti che il Paese si è costruito addosso in questi anni, una vera e propria anomalia nel panorama europeo. All’interno della coalizione persino i laburisti, tradizionalmente favorevoli alla legalizzazione totale, sembrano inclini a votare come i colleghi cristiano-democratici, che invece vogliono chiudere tutti i coffee shop. La decisione di considerare lo skunk droga pesante e di limitare i coffee shop solo agli olandesi va nel senso di una progressiva retromarcia del Paese dei tulipani dalla legalizzazione.

BOX – Danni evidenti
Acuti (presenti durante l’intossicazione)
Decifit di memoria a breve termine
Deficit di attenzione, di capacità di giudizio e delle altre funzioni cognitive
Deficit di coordinamento ed equilibrio
Aumento del battito cardiaco
Calo della motivazione e della percezione di soddisfazione
Persistenti (che durano più a lungo dell’intossicazione, ma potrebbero non essere permanenti)
Deficit di memoria e capacità di apprendimento
A lungo termine (cumulativi, effetti potenzialmente permanenti dell’uso cronico)
Può portare alla dipendenza
Aumenta il rischio di tosse cronica, di bronchite e di enfisema
Aumenta il rischio di cancro alla testa, al collo e ai polmoni
Segnala la frammentazione del DNA delle cellule dell’ippocampo (importante struttura celebrale) con morte cellulare

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