La lotta alla droga inizia in famiglia

La onlus lavora in collaborazione con la comunità di San Patrignano. L’associazione Anglad riunisce ogni settimana 35 genitoriBASTIA UMBRA – Bilancio dei primi mesi di attività per Anglad Bastia (associazione nazionale genitori lotta alla droga), associazione di volontariato che opera per aiutare i giovani e le loro famiglie ad affrontare l’uso e l’abuso di sostanze stupefacenti in collaborazione con la comunità di San Patrignano di Rimini.
L’Anglad è nota per aver portato al Lyrick lo spettacolo “Fughe da fermi”, messo in scena da ospiti di San Patrignano; un successo al quale hanno partecipato le circa 850 studenti delle scuole.

Ma in cosa consiste l’attività dell’associazione?

“Facciamo colloqui pre-ingresso in comunità, prevenzione primaria nelle scuole, gruppi incontro di mutuo aiuto cercando di realizzare un lavoro di rete con le altre realtà – spiegano Silvia Contini e Matteo Maiorano – dal servizio pubblico, come i Sert, al privato; un problema complesso come la droga merita una risposta plurima.
Siamo contattati da tutta l’Umbria e abbiamo curato ed effettuato diversi ingressi a San Patrignano”.

Il problema è una realtà sempre più critica e difficile da arginare. Nel corso degli ultimi anni sono circa 173 i ragazzi umbri arrivati nella comunità, 6 di Assisi.“Abbiamo un gruppo di genitori costituito da circa 35 persone con le quali ci riuniamo tutti i giovedì sera – dicono – nel gruppo si fa un lavoro di supporto e di consapevolizzazione e lettura critica del problema.
Persone che hanno avuto e hanno un problema di tossicodipendenza all’interno della propria famiglia, ma che a un certo punto hanno interrotto strategie difensive di negazione del problema, si sono rivolte all’associazione e, con la loro presenza attiva, ne fanno parte in maniera essenziale”.

Riconoscere che ci sia un problema, spiegano, “è il primo passo verso la risalita”, ma oggi è più difficile perché “le sostanze sono sempre più considerate una moda per integrarsi e socializzare”.

Le persone coinvolte sono le più insospettabili:
“Il libero professionista cocainomane da 15 anni tra l’apparente inconsapevolezza familiare, il neo-laureato annichilito dal proprio disinteresse verso la vita, l’operaia del fine settimana, lo studente delle superiori: persone e ruoli trasversali, tutti apparentemente integrati nelle loro vite e i loro impieghi.
Lavoriamo – continuano – in una società che è completamente assuefatta a questo problema, accettato come forma di trasgressione alla noia e routine quotidiana, o condiviso tacitamente come forma di autocura ai malesseri e disagi di civiltà, non più solo di una generazione”.

Per contattare l’associazione si può chiamare il numero 335 6476245