L’ultima notte

Questa è l’ultima volta. Lo giuro.
Lo so, lo so. L’ho detto altre volte. Ma questa è quella buona lo sento.
Questa volta smetto davvero. Per sempre.
Il 2009 mi porterà fortuna. Finisce con un numero dispari. E a me i numeri dispari hanno sempre portato bene. Il 2008 è stato uno schifo.
I miei non mi parlano quasi più. Eppure è strano. Loro non sanno nulla. Io cerco sempre di farmi vedere giusta, quadrata. Non gli ho mai portato a casa nessuno dei miei amici. Quando torno dalla discoteca loro dormono da un pezzo. Io apro la porta piano e prima di entrare, ogni volta passo in garage e mi lavo la faccia con l’acqua gelida, in modo da riuscire almeno ad arrivare nel letto senza cascare in terra e mi do una sistemata alla faccia. No, no. Loro non si possono essere accorti di nulla. Fortuna che avevo appena compiuto 18 anni quando ho collassato al rave e mi hanno portato in ospedale. Altrimenti si che mi sgamavano quella notte.
Se non mi parlano avranno gli affari loro per la testa.
Ma il 2009 sarà bellissimo. Si, si. Lo sento. Voglio fare un sacco di cose. Per prima cosa devo tornare al corso di Hip Hop. Il maestro mi chiamava sempre all’inizio per sapere che fine avevo fatto. Ma mica potevo dirglielo. Non avrebbe capito. Poi mi voglio comprare quella borsetta che ogni volta che passo da quel negozio, ci lascio gli occhi nella vetrina. Ma ogni volta che provo a mettere i soldi da parte, arriva una mega festa o qualcos’altro e spendo tutto per la coca e le paste.
Poi devo assolutamente richiamare Serena. L’ho trattata troppo male l’ultima volta. Ma lei però non doveva dirmi quelle cose. Non sono mica drogata io, non vado mica in giro puzzolente e barbona, non è vero che non me ne frega di niente e di nessuno. Mi dispiace che si gira dall’altra parte quando mi incrocia. Siamo cresciute insieme in fondo. Poi per il mio compleanno vorrei fare un viaggio. Voglio andare a Parigi, magari per allora avrò incontrato il mio principe azzurro e sarà come vivere in una favola. E’ da quando sono piccola che sogno salire in cima alla Torre Eiffel. Poi prometto che mi impegnerò moltissimo a scuola. I professori hanno detto ai miei che potrei fare molto di più. Ed è proprio quello che ho intenzione di fare. Così, forse, poi saranno un po’ contenti anche loro. No, no. Non posso farmi bocciare anche quest’anno. E poi girare per vetrine il sabato pomeriggio al corso con le amiche, andare a vedere tutti i film che mi piacciono, convincere i miei a prendere un cucciolo, ricominciare a disegnare altrimenti come faccio a diventare stilista. Perché il mio sogno, quello vero, è questo. Voglio diventare una stilista, ricca e famosa e disegnare tanti abiti che lasceranno di stucco il mondo. Ogni volta che apro il cassetto della mia scrivania, mi ritrovo davanti tutti quei disegni e mi si stringe il cuore. Ogni volta devo prendere qualcosa per farmi passare il dispiacere, o una pasticca o fare un tiro o buttare giù qualche goccia. Qualunque cosa pur di non pensare.
Perché se mi fermo a pensare alla mia vita, mi faccio proprio schifo.
Accidenti si è fatto tardi. Devo cominciare a prepararmi. Stasera sarà una figata lo sento. Abbiamo organizzato una festa nel casale di un tipo, fuori città. Faremo una riffa. Ognuno deve portare una scatolina con dentro le droghe che vuole. Le numeriamo tutte e poi bisogna comprare i numeri. Quindi non sai cosa troverai dentro. Regola del gioco. Ognuno deve accettare e consumare tutto il contenuto. Sarà eccitantissimo, lo sento.
Un bel modo di chiudere in bellezza no?
Perché da domani tutto cambierà.
Questa è l’ultima volta lo giuro.
Il 2009 mi porterà fortuna. Davvero, lo sento.