Luminalette addio per sempre

Erano sei anni che Lara non entrava in quella casa. Lo stesso odore di umidità che tanti anni fa le dava il voltastomaco, oggi le attanaglia le narici. Ma questa volta lo stomaco è rimasto al suo posto e quell’odore, tanfo di solitudine, ora è solo il sintomo di una casa caratteristica, costruita nella roccia. I genitori di Lara hanno fatto dei lavori. Ora è più spaziosa e decisamente abitabile. Nulla ricorda più la vecchia tana piena di ombre che la accoglieva tutte le volte che fuggiva il mondo.

La casa della sua tossicodipendenza. Il luogo dove ha consumato di tutto, e di più. Non c’è angolo di quella casa che non le porti alla memoria un nascondiglio, una siringa spuntata, momenti di ricerche spasmodiche. Così fuori di sé a volte, da non ricordare dove imboscava la droga o gli attrezzi del ‘mestiere’. Quando stai male, vuoi farti e non conosci pazienza.
Nel pomeriggio Lara ha frugato nei cassetti del suo vecchio comodino. Cercava qualche oggetto della sua infanzia. Un ricordo da portare nella sua nuova vita, come a testimoniare che anche lei, un tempo, è stata bambina. Spensierata. Un ricordo da poter raccontare ai suoi figli un giorno.

Mentre cercava, si è ritrovata tra le mani un blister di medicine. Mezzo pieno e un po’ ingiallito. Se l’è rigirato tra le mani. Luminalette. Erano di sua figlia. Luminalette appena nata, luminalette per tre mesi.
Il ricordo allora, ha provato ad affacciarsi violento, per assalire Lara e riportarla indietro.
La corsa in ospedale, il tracciato, l’ostetrica con la faccia da cinese, le boccette di metadone nascoste tra gli assorbenti, il taglio cesareo, la paura che qualcosa andasse storto, il battito flebile. E poi lei, la piccola, la sua piccola. Una bellissima bambina con una splendida bocca a forma di cuore e una grande crisi d’astinenza. Il ricordo di tutte quelle testate alle porte dell’ascensore gridando ‘tutta colpa mia’.
Ma poi, una voce è arrivata forte dall’altra stanza: “Mamma!”. E’ la piccola Sara che chiama, sua figlia. E la sua voce è piena di vita. Adesso è tutto ok.