«Ma il narcotraffico non si fermerà»

Panoramica Sanpa

«Il mercato mondiale dell´oppio è da anni in mano agli afghani. E i taleban controllavano il 90 per cento delle piantagioni di papavero da oppio lungo la frontiera di 1.344 chilometri, fra il Tagikistan e l´Afghanistan. I raggruppamenti politico–militari che agiscono su questo territorio, indipendentemente dal loro orientamento, considerano la produzione del traffico di droga come la fonte principale per il mantenimento delle proprie formazioni armate. Inoltre, con i mezzi finanziari ricavati dalla commercializzazione delle sostanze narcotiche di origine afghana viene garantita l´attività terroristica nelle diverse aree del mondo».

Lo ha detto a San Patrignano il generale Rustam Nazarov, direttore dell´Agenzia antidroga presso la presidenza della Repubblica del Tagikistan, un nucleo fondato nel 1999.

L´offensiva dell´Alleanza sta portando alla completa caduta del regime dei taleban. In Afghanistan, prevede che possa cambiare anche il mercato della droga?
Essendo il narco–business la principale fonte di reddito degli afghani ed avendo taleban e mujaheddin dell´Alleanza del Nord puntato sul narco–traffico, si può semplicemente prevedere che avverrà la divisione di influenza territoriale con il raggruppamento dei narco–trafficanti. Mentre la droga continuerà a rifornire i mercati asiatici ed europei, senza variazioni.

Direttore Nazarov, in base a quali dati sostiene che i taleban afghani abbiano controllato fino al 90 per cento della produzione e del traffico dell´oppio?
In Afghanistan si ricavano da 3200 a 4600 tonnellate di oppio grezzo, che è il 75 per cento della produzione mondiale. Un decisivo contributo alla produzione illegale di narcotici, è stato fornito anche dai mujaheddin dell´Alleanza del Nord nei territori da loro controllati. Negli ultimi anni gli afghani hanno creato una potentissima narco–rete con strutture anche europee. Secondo alcuni esperti è evidente l´utilizzo dei proventi del business destinato al finanziamento delle organizzazioni terroristiche.

Ma, d´intesa con l´Onu, non era stata proibita la coltivazione d´oppio?
Quest´anno i taleban avevano vietato la coltivazione e ordinato la distruzione dei campi seminati a papavero oppiaceo. Alcuni mass media occidentali avevano salutato la decisione come la vittoria sulla narco–mafia, in realtà tutto deriva dal fatto che l´ultimo raccolto aveva prodotto 7.500 tonnellate di materiale grezzo, giungendo alla saturazione del mercato, con conseguente abbassamento dei prezzi. In considerazione di questo e apparentemente sotto la pressione di organizzazioni internazionali, i taleban avevano accettato la diminuzione di terreni seminati ad oppio, ma questo fatto non ha influenzato in alcun modo il mercato.

Dove sono le basi dei narco–trafficanti?
I nascondigli di stoccaggio della droga si trovano in almeno 40–50 villaggi delle province di confine: Kunduz, Tahor e Badachshan. Tutti i depositi sono protetti da gruppi armati. Il controllo del traffico è in mano ai capi, che autorizzano “i postini della droga” a farla uscire dall´Afghanistan, dietro un compenso di 50 dollari per ogni chilo di carico.

L’agenzia che lei dirige, d’accordo con le nazioni Unite, ha elaborato un progetto per “distruggere il papavero da oppio”. Di che si tratta?
Nello studiare e preparare una sostanza efficace ed ecologicamente sicura per la distruzione delle coltivazioni illegali da oppio, con l´utilizzo di funghi patogeni (spore killer). Ma il problema rimane complesso.