Marco

La marijuana al giorno d’oggi è una quasi normalità per i giovani, un modo (secondo loro) per divertirsi, per essere fighi, per trasgredire. I ragazzi che non fumano o che non bevono sono considerati degli sfigati. Danno troppa poca importanza al farsi una canna, a tutto quello che c’è dietro e a quello che potrebbe portare. Lo stile di vita ti diventa svogliato, non stai bene se non fumi, non ti diverti più senza e non dai valore a niente che non ti possa venire comodo. Il fatto è che poi ti rompi le palle di questa vita, di fumare ogni giorno ed essere rintronato come una campana, però la cosa più facile è continuare, anche se ormai tutto questo non ti soddisfa più tanto. Però il problema è che, come è successo a me, se ti si presenta davanti l’opportunità o l’occasione di provare qualcos’altro, non è che ci pensi su più tanto… e li veramente fai fatica a tornare indietro. Quindi, spesso si tende a sminuire la gravità della marijuana, come fa gente anche importante. Un’eventuale legalizzazione consentirà a troppa gente di gettare nella spazzatura tutte quelle sensazioni, sentimenti, stati d’animo, gioia, dolore, felicità, tutto ciò che ognuno di noi ha dentro. Non dico che chi fuma per forza poi tirerà di coca o si farà le pere, però poco ma sicuro la probabilità è alta, e alzandosi il numero dei fumatori, di conseguenza si alzerà pure il numero di quelli a rischio di perdere la propria libertà, che spesso si fa fatica a riconquistare.