Mattarella a San Patrignano: “L’Italia non sarebbe così grande senza solidarietà”

La visita in occasione dei 40 anni della Comunità e l’incontro con i 1300 ragazzi e ragazze in percorso di recupero: “Vorrei parlare con ognuno di voi per dirvi quanto siete importanti”

“L’Italia non sarebbe così grande senza solidarietà”. Questo l’incipit del discorso che il presidente della Repubblica onorevole Sergio Mattarella, in visita oggi a San Patrignano per i quarant’anni dalla nascita, ha rivolto ai 1300 ragazzi e ragazze riuniti per il pranzo nel grande salone della Comunità. Solidarietà come parola chiave capace di raccontare una storia lunga 40 anni con oltre 26mila ragazzi recuperati dalla tossicodipendenza.

“A volte di fronte alle difficoltà della vita, della convivenza, anche di fronte a mutamenti profondi e tumultuosi del nostro tempo si rischia di pensare che chiudersi in se stessi e scivolare nella solitudine possa essere un rifugio. È debole e triste. Le preoccupazioni vanno comprese, nessuno ha il diritto di ignorarle, ma non ci si può arrendere alla paura”. Parole di comprensione e di incoraggiamento pronunciate in occasione della 31° Giornata internazionale contro la droga.

Un messaggio teso a sottolineare la passione civile che ha animato San Patrignano sin dall’inizio. “La vita di comunità, quando mette al centro la dignità della persone, unica, non ripetibile e mai uguale a nessun altro e il diritto di ognuno a diventare artefice del proprio futuro, è capace di sconfiggere l’egoismo, l’indifferenza, la paura, la solitudine”, ha aggiunto il presidente ricordando anche il fondatore del centro di recupero Vincenzo Muccioli e il grande amico Gianmarco Moratti, scomparso pochi mesi fa. Nel discorso del presidente della Repubblica anche un passaggio rivolto a sottolineare l’importanza del senso di unione in questo momento storico: “Rafforzare l’unità del Paese, della società e delle persone, tra di essi nella vita in comune, è un compito che riguarda ciascuno di noi nella sua dimensione. Certo riguarda anzitutto chi ha responsabilità politica, ma riguarda ciascuno di noi nel costruire questo tessuto relazionale che rende la vita più gradevole, più piacevole, più positiva, migliore per tutti. Il compito principale del presidente della Repubblica è rappresentare l’unità dell’Italia, ma l’unità non è solo quella del territorio ma è anche unità di vita del nostro Paese”.

La visita è iniziata dal centro medico, nato nel 1994 per far fronte all’emergenza Aids e delle malattie correlate all’uso di droga dei ragazzi che entravano in comunità; il presidente si è poi soffermato ad assaggiare il pane nel forno della comunità, si è trattenuto amichevolmente con i ragazzi e ha proseguito visitando il laboratorio di tessitura, uno dei settori di formazione professionale e da ultimo il centro minori femminile.

Ad accompagnare Mattarella il presidente di San Patrignano, Antonio Tinelli, Letizia Moratti co-fondatrice della Fondazione San Patrignano, il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, il Presidente della Provincia di Rimini Andrea Gnassi e il sindaco di Coriano, Mimma Spinelli. Ai ragazzi ospiti della comunità Mattarella ha ribadito: “Tra voi ci sono tanti giovani che hanno attraversato momenti difficili. Ai giovanissimi di questo Paese che possono entrare in contatto con le droghe dico che non cedano la libertà a droghe vecchie e nuove. Recuperino fiducia in se stessi e costruiscano rapporti, coltivino dei sogni per il proprio futuro”. Durante il pranzo il Presidente ha ascoltato con grande attenzione anche le testimonianze di Melita e Leonardo, due ragazzi che hanno terminato il percorso di recupero in Comunità e oggi sono tornati ad essere protagonisti della propria vita.

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