Mattia e Desirèe: un feeling pazzesco

E’ possibile trarre conforto, cambiare e magari imparare a donarsi, anche grazie ad un animale? Mattia dice di si e racconta la sua esperienza all’allevamento di San Patrignano. L’attività cinofila fa da sempre parte dell’offerta formativa e di recupero che San Patrignano offre ai ragazzi e da diversi anni la Comunità è in prima linea nel sostenere le attività e le terapie assistite con il cane. Tanto da dar vita al progetto Cani da Vita, grazie al quale i ragazzi di Sanpa si avvicinano ad una professione sempre più presente nel sociale: quella di esperto di Pet Therapy.

Mattia è da oltre tre anni all’interno dell’allevamento cinofilo di San Patrignano, esattamente dal giorno in cui ha varcato il cancello della Comunità. “Quando arrivi in Comunità non fai certo caso se capiti nel gruppo della fotolitografia o in quello dei falegnami o tanto meno se avrai a che fare con i cavalli o con i cani. Solitamente la priorità è un’altra: trovare una valida motivazione per dire, ok, grazie tanto di averci provato, siete stati gentili, ma io me ne voglio andare. Credo che questo pensiero sfiori tutte le persone che intraprendono la strada della Comunità. che è decisamente la più difficile”.

Mattia è rimasto qui. Ha ripreso le misure con il mondo, imparato a dare priorità diverse da quelle passate e soprattutto gode di nuovo della voglia di vivere. Parlando con lui della sua esperienza a San Patrignano, non si può fare a meno di parlare anche dei cani e del ruolo che hanno avuto sul suo percorso. “Un valore aggiunto importante, senza dubbio”, racconta Mattia. “Il cane per me aveva sempre rappresentato un gioco e niente più. Un passatempo. E’ stato qui che ho avuto occasione di conoscere a fondo le sue caratteristiche. Io ho certamente trovato un amico e con lui molto conforto, specie nei giorni difficili del mio percorso. Quelli in cui non hai voglia di rivolgere parola a nessuno ma dare una carezza ad un cucciolo ti può far sentire decisamente meglio”.

Ogni ragazzo impegnato nell’allevamento dei cani ha un cane di cui diventa responsabile, un legame che dura per tutto il tempo del percorso di recupero. Il cane di Mattia si chiama Desirèe.
“Con questo cane ho un feeling pazzesco. Io e Desirèe siamo davvero affiatati. Avere un cane è comunque una grossa responsabilità: hanno le loro esigenze, necessità che richiedono attenzione, comprensione e cura e come noi provano emozioni e sensazioni. L’esperienza della Pet Therapy ha rafforzato ancora di più il nostro rapporto. Il sostegno a persone diversamente abili è servito sia a me che a Desirèe per imparare a essere d’aiuto agli altri. La tossicodipendenza rende molto egoisti, concentrati su se stessi al di là di tutto e tutti, e questa esperienza è sicuramente educativa”.

Mattia in comunità ha anche ripreso gli studi e frequenta il terzo anno dell’Istituto per Operatore dei Servizi Sociali, una formazione che si augura di poter coniugare con l’esperienza maturata nel settore cinofilo e nella Pet Therapy.
Quello che vorrei fare in futuro è lavorare con i cani in casi di problematiche sociali, magari con i bambini o con gli anziani. Qui ho avuto l’opportunità di fare un periodo di addestramento di base e di condotta dell’animale, partecipando anche a lezioni per apprendere le nozioni base della cinofilia. Questo mi ha permesso di svolgere attività di terapia assistita a persone diversamente abili. Un lavoro dilazionato nel tempo in cui si cerca di avvicinare sempre più la persona all’animale, con l’intento di stimolare la nascita di un rapporto. In fondo è un po’ lo stesso lavoro che ho fatto io qui a Sanpa. Con l’aiuto di molti, sono riuscito a riavvicinarmi a me stesso”.
Mattia saluta, si alza e apre una porta. Una massa color champagne lo assale. E’ Desirèe che fa i salti di gioia. Il suo amico è arrivato.