Un mondo a misura di bambino

Panoramica Sanpa

Le attività didattiche e ricreative rivolte ai piccoli ospiti della comunità sono in continua evoluzione. Per consentire loro di crescere a contatto con il mondo che li circonda

di Silvia Mengoli

I bambini percepiscono, pensano, si emozionano in modo diverso rispetto ai grandi. Un errore da evitare è quello di considerarli come piccoli adulti, imponendo loro abitudini e comportamenti che spesso inibiscono il loro processo di crescita. In realtà bisogna ascoltarli, capirli, rispettandone esigenze e richieste. Modificando e migliorando, se necessario, gli strumenti educativi e pedagogici rivolti al loro sviluppo fisico, sensoriale e intellettivo. Soprattutto nei casi di bambini a rischio, quelli che hanno vissuto senza punti di riferimento, che hanno gravi vuoti affettivi, per i quali è indispensabile rinnovare e perfezionare continuamente ogni tipo di intervento”.
Adele Abbamonte, che da anni si dedica ai bimbi di San Patrignano, introduce così il nuovo programma di iniziative rivolto ai piccoli della comunità. “Abbiamo deciso di ampliare le attività sportive e ricreative. Sono stati proprio i bambini a chiedercelo”. Piccoli calciatori, ballerine aggraziate, nuotatori provetti: per i bambini di Sanpa ci saranno nuove possibilità di fare sport. “Abbiamo preso accordi con alcune strutture della zona, per iscrivere i ragazzini della comunità a corsi di danza classica e moderna, di calcio, di nuoto e di judo. Inoltre, verrà potenziata l’attività sportiva che si svolge all’interno di San Patrignano: oltre a quella esclusivamente motoria saranno previsti spazi per il mini–volley, il mini–basket, la pallamano e il baseball”.
Insomma per i bambini aumenteranno i momenti di ricreazione e di divertimento, nati per consentire loro di interagire con gli altri, di comunicare, di crescere, attraverso la scoperta e la conoscenza del mondo che li circonda. “Oltre alle iniziative che ho appena menzionato”, continua Adele, “pensiamo di avvicinare i piccoli al cavallo attraverso corsi di volteggio, ovvero un’attività propedeutica all’equitazione”. In programma ci sono anche laboratori di animazione ludica e culturale, quello informatico e di teatro. Esperienze che potrebbero diventare punti di riferimento anche per il territorio. “Il nostro obiettivo è quello di estendere queste iniziative ai bambini della zona, offrendo attività educative parallele alla scuola”.
Un impegno grande che coinvolgerà maestre, insegnanti, educatrici della comunità “e le nuove figure professionali che collaboreranno con noi”, precisa Adele. Soprattutto per rafforzare gli interventi mirati a quei bambini che hanno problematiche di natura comportamentale e di apprendimento, per i quali sono indispensabili competenze sia legate all’aspetto didattico e ricreativo che a quello delle relazioni. Quindi psicologi e psicoterapeuti, oltre agli educatori professionali. Un gruppo di persone che lavorerà a fianco dei piccoli, ma anche dei loro genitori.
“Il nostro compito è sempre stato quello di aiutare le madri e i padri a ritornare ad essere protagonisti della vita dei loro figli, sensibilizzandoli sempre di più rispetto al proprio impegno”. Spesso però il senso di colpa che provano nei confronti dei loro bambini può interferire nella relazione genitore–figlio ed essere alla base di interventi inadeguati, a loro volta fonte di traumi, o di una scarsa propensione all’assunzione di responsabilità nello svolgimento del ruolo genitoriale con tendenza alla delega. “Per questo motivo, abbiamo deciso di ampliare anche gli interventi rivolti ai genitori, attivando gruppi di sostegno per quelli in difficoltà e organizzando specifici incontri sulle tematiche che riguardano lo sviluppo del bambino dalla nascita all’adolescenza: le principali tappe evolutive, l’alimentazione, i capricci, la trasgressività adolescenziale, i ‘no’ che aiutano a crescere, il significato di alcuni comportamenti problematici come l’aggressività e l’opposizionismo, considerati segnali di disagio emotivo”. Un’ulteriore possibilità che si offre ai genitori di riconoscere le difficoltà dei propri bambini, di accettarle e risolverle assieme a loro.
A scuola di recitazione
Storie inventate, fiabe rivisitate e riscritte con finali a sorpresa, personaggi dell’immaginario infantile che cambiano, si trasformano, hanno ruoli diversi da quelli comunemente conosciuti. I bambini recitano, si calano nella parte di attori, inventando, improvvisando trame. Un nuovo modo di fare teatro che gli educatori di San Patrignano propongono ai piccoli della comunità. “La tecnica di improvvisazione è utilissima in quanto ci consente di osservare quali e quanti processi creativi il gruppo dei bimbi è in grado di generare, inventare e sostenere”. I mini attori costruiscono scenografie, costumi, maschere, e mettono in scena le loro storie. “Recitare un testo noto non è così stimolante come interpretarne uno nuovo, che nasce dal proprio vissuto e consente di far emergere idee, emozioni e creatività”, spiegano gli educatori. “Non solo. L’improvvisazione permette di scaricare le tensioni fisiche, di conoscere le proprie possibilità di movimento eliminando progressivamente le inibizioni motorie.

I bambini percepiscono, pensano, si emozionano in modo diverso rispetto ai grandi. Un errore da evitare è quello di considerarli come piccoli adulti, imponendo loro abitudini e comportamenti che spesso inibiscono il loro processo di crescita. In realtà bisogna ascoltarli, capirli, rispettandone esigenze e richieste. Modificando e migliorando, se necessario, gli strumenti educativi e pedagogici rivolti al loro sviluppo fisico, sensoriale e intellettivo. Soprattutto nei casi di bambini a rischio, quelli che hanno vissuto senza punti di riferimento, che hanno gravi vuoti affettivi, per i quali è indispensabile rinnovare e perfezionare continuamente ogni tipo di intervento”.

Adele Abbamonte, che da anni si dedica ai bimbi di San Patrignano, introduce così il nuovo programma di iniziative rivolto ai piccoli della comunità. “Abbiamo deciso di ampliare le attività sportive e ricreative. Sono stati proprio i bambini a chiedercelo”. Piccoli calciatori, ballerine aggraziate, nuotatori provetti: per i bambini di Sanpa ci saranno nuove possibilità di fare sport. “Abbiamo preso accordi con alcune strutture della zona, per iscrivere i ragazzini della comunità a corsi di danza classica e moderna, di calcio, di nuoto e di judo. Inoltre, verrà potenziata l’attività sportiva che si svolge all’interno di San Patrignano: oltre a quella esclusivamente motoria saranno previsti spazi per il mini–volley, il mini–basket, la pallamano e il baseball”.

Insomma per i bambini aumenteranno i momenti di ricreazione e di divertimento, nati per consentire loro di interagire con gli altri, di comunicare, di crescere, attraverso la scoperta e la conoscenza del mondo che li circonda. “Oltre alle iniziative che ho appena menzionato”, continua Adele, “pensiamo di avvicinare i piccoli al cavallo attraverso corsi di volteggio, ovvero un’attività propedeutica all’equitazione”. In programma ci sono anche laboratori di animazione ludica e culturale, quello informatico e di teatro. Esperienze che potrebbero diventare punti di riferimento anche per il territorio. “Il nostro obiettivo è quello di estendere queste iniziative ai bambini della zona, offrendo attività educative parallele alla scuola”.

Un impegno grande che coinvolgerà maestre, insegnanti, educatrici della comunità “e le nuove figure professionali che collaboreranno con noi”, precisa Adele. Soprattutto per rafforzare gli interventi mirati a quei bambini che hanno problematiche di natura comportamentale e di apprendimento, per i quali sono indispensabili competenze sia legate all’aspetto didattico e ricreativo che a quello delle relazioni. Quindi psicologi e psicoterapeuti, oltre agli educatori professionali. Un gruppo di persone che lavorerà a fianco dei piccoli, ma anche dei loro genitori.

“Il nostro compito è sempre stato quello di aiutare le madri e i padri a ritornare ad essere protagonisti della vita dei loro figli, sensibilizzandoli sempre di più rispetto al proprio impegno”. Spesso però il senso di colpa che provano nei confronti dei loro bambini può interferire nella relazione genitore–figlio ed essere alla base di interventi inadeguati, a loro volta fonte di traumi, o di una scarsa propensione all’assunzione di responsabilità nello svolgimento del ruolo genitoriale con tendenza alla delega. “Per questo motivo, abbiamo deciso di ampliare anche gli interventi rivolti ai genitori, attivando gruppi di sostegno per quelli in difficoltà e organizzando specifici incontri sulle tematiche che riguardano lo sviluppo del bambino dalla nascita all’adolescenza: le principali tappe evolutive, l’alimentazione, i capricci, la trasgressività adolescenziale, i ‘no’ che aiutano a crescere, il significato di alcuni comportamenti problematici come l’aggressività e l’opposizionismo, considerati segnali di disagio emotivo”. Un’ulteriore possibilità che si offre ai genitori di riconoscere le difficoltà dei propri bambini, di accettarle e risolverle assieme a loro.

A scuola di recitazione
Storie inventate, fiabe rivisitate e riscritte con finali a sorpresa, personaggi dell’immaginario infantile che cambiano, si trasformano, hanno ruoli diversi da quelli comunemente conosciuti. I bambini recitano, si calano nella parte di attori, inventando, improvvisando trame. Un nuovo modo di fare teatro che gli educatori di San Patrignano propongono ai piccoli della comunità. “La tecnica di improvvisazione è utilissima in quanto ci consente di osservare quali e quanti processi creativi il gruppo dei bimbi è in grado di generare, inventare e sostenere”. I mini attori costruiscono scenografie, costumi, maschere, e mettono in scena le loro storie. “Recitare un testo noto non è così stimolante come interpretarne uno nuovo, che nasce dal proprio vissuto e consente di far emergere idee, emozioni e creatività”, spiegano gli educatori. “Non solo. L’improvvisazione permette di scaricare le tensioni fisiche, di conoscere le proprie possibilità di movimento eliminando progressivamente le inibizioni motorie e di giungere alla creazione di gesti e azioni proprie”. Il laboratorio di teatro rappresenta senz’altro un’iniziativa importante che oltre a valorizzare i processi, le abilità cognitive dei bambini, “favorisce anche l’integrazione e la relazione con gli altri”.