Moretti: «La politica sia al fianco della finanza per rispondere alle sfide del mondo globale e creare un’ economia positiva»

Mauro Moretti - Economia Positiva San Patrignano

Oggi a San Patrignano si parla di Economia Positiva, PEF

«La forza politica si unisca a quella finanziaria per riuscire a far fronte alle sfide del mondo globale». Queste le parole di Mauro Moretti, amministratore delegato e direttore generale di Finmeccanica.

Partendo dalla discussione di come Finmeccannica coniughi le sue produzione con l’attività di peacekeeping, Moretti ha affrontato l’argomento ampliando l’orizzonte della discussione: «I romani dicevano “si vis pacem, para bellum” e il loro era un mondo decisamente più piccolo di quello di oggi.

Oggi le difficoltà di fronte a un mondo decisamente più globalizzato sono maggiori e la nostra azienda è relativamente piccola se la confrontiamo con altri colossi mondiali. Oggi dobbiamo far convivere forme culturali, religiose ed economiche molto diverse. Per questo serve che la politica sia al fianco della finanza. Non a caso in Germania lo Stato contribuisce nei cicli di trasformazione di importanti aziende».

Un’azione che non può che esser di lungo termine: «Serve maggiore coesione fra gli stati Europei, altrimenti fra vent’anni le nostre nazioni non conteranno davvero nulla di fronte ai due giganti mondiali. Il “piccolo e bello” lo posso comprendere solo se collegato a imprese di grande innovazione economica. L’idea di economia positiva per i nostri giovani non può che passare dal recupero della parte intellettuale delle nostre aziende. Dobbiamo completamente cambiare il nostro schema culturale».

E rispetto al futuro Finmeccanica pensa anche ai giovani italiani: «Nei bacini industriali in cui ci muoviamo abbiamo relazioni con istituti e università per stage formativi, dove i ragazzi imparano la disciplina del lavoro. Purtroppo in Italia siamo anarchici anche nel mondo del lavoro. Credo davvero che l’ economia positiva debba passare per l’innovazione tecnologica, con progetti unicamente a lungo termine. Il nostro futuro è fare sistemi ad alto contenuto di intelligenza, restando all’avanguardia. E’ chiaro che se non possiamo attardarci a fare lo stesso che fanno i cinesi».