Morte di Desirée. San Patrignano: è una tragedia, ma apriamo gli occhi sulla realtà

La morte di Desirée è una tragedia. Desirée è morta a 16 anni dopo uno stupro e dopo aver assunto droga, con cause precise ancora da accertare, in uno di quei ghetti rifugio per persone spesso senza scrupoli. Quel che è certo è che dietro questa storia c’è un dramma della solitudine, un’adolescenza tormentata, ma anche un degrado sociale che allarga la sua tela di ragno e si prende i nostri giovani, poco più che bambini.

Chi era Desirée? Una studentessa, appassionata di hip hop, con una mamma che si preoccupava per lei. Quando aveva scoperto che la figlia faceva uso di sostanze stupefacenti, aveva chiesto aiuto ai servizi sociali e al Sert. Purtroppo non è stato sufficiente.

La droga arriva presto nelle vite dei nostri figli. Sempre prima. Il primo contatto con gli stupefacenti è 14 anni, con le canne. Fra i minorenni presenti in comunità ci sono 15 ragazze (fra cui 2 di 14 anni) e 18 ragazzi. L’età media del primo contatto con le sostanze stupefacenti è di 15 anni, ma per 1 ragazzo su 2 il contatto è avvenuto entro i 14 anni. Sale a 18 anni di età il primo contatto con la cocaina (per 1 ragazzo su 2) e con l’eroina (per 1 su 4).

A San Patrignano, ogni giorno, ritroviamo nelle storie dei ragazzi e delle ragazze che sono qui le stesse dinamiche autodistruttive, inconsapevoli, che portano alla deriva e alla morte.

E’ il risultato della normalizzazione dello sballo, che sia occasionale o permanente, comunque parte di un processo diseducativo che da sempre cerchiamo di arginare con il recupero, la prevenzione, la formazione.

Parole controcorrente ma che vogliamo riportare al centro del dialogo con le istituzioni, con la politica, come gesto doveroso di responsabilità verso i giovanissimi.

Antonio Tinelli
Responsabile Prevenzione Comunità San Patrignano