Nancy

Come si può non parlare di morte quando l’assunzione ti porta ad una morte interiore? Forse sembreranno sentimentalismi, ma per chi ha provato quello stato di “morte in vita” è assurdo distinguere ciò che è leggero da quello che è pesante.

Non sono le quantità, i metodi di assunzione o la frequenza ad essere determinanti, conta l’effetto demolitorio sulle sensazioni. Ti spegni, ti annulli, perdi l’interesse, perdi gli stimoli. Una chiusura, un raffreddamento.Ed è vero, c’è chi fuma le canne per una vita, e solamente canne, ma ci siamo mai chiesti come stanno veramente queste persone? Non è assolutamente normale che adulti o ragazzini preferiscano la non lucidità rispetto ad una vita vissuta pienamente. Ho 24 anni e 10 anni fa ho aperto la porta delle sostanze. Iniziata con le canne, è stata una corsa rapida attraverso ogni tipo di sostanza: pasticche, mdma, acidi, cocaina, ketamina, fino ad arrivare all’eroina. Quattro anni fa ho deciso di chiudere quella porta per aprire un portone. Una vita nuova. La lucidità è pesantissima all’inizio ed anche se potrò aprire 1000 portoni, resta il fatto che nella mia vita quella porta delle sostanze l’ho aperta. Nelle sostanze ho trovato le soluzioni, quella leggerezza per reggere il peso degli urti quotidiani. Il mio cervello, il mio istinto non possono dimenticare. Perché favorire l’apertura di quella porta a tante altre persone? E se non tutti troveranno la forza poi di chiuderla?