Non vedo l’ora

«A 15 anni misi piede per la prima volta in discoteca. A 17 la prima volta in consolle. Da lì non ho più smesso di frequentare i locali, di far ballare tanti giovani con i bit della mia musica». Matteo ha 41 anni e si trova da quasi tre anni a San Patrignano, ma quando parla del mondo delle discoteche gli si illuminano ancora gli occhi. «La musica, che fosse techno trance o house, era ed è la mia passione. La vita per me è ritmo e non posso immaginare la mia vita senza di essa». Peccato che nella sua vita la passione per la musica sia sempre andata di pari passo con quella per le sostanze. «Per motivi di amicizia a 12 anni entrai in contatto da subito con canne, paste e cocaina. Un anno più tardi subito l’eroina, che non faticavo a procurarmi. I miei genitori erano poco presenti e mi ritrovai affidato ad un’altra famiglia. Fu lì che iniziai a divertirmi con i piatti e a sognare di diventare un dj, ma non abbandonai mai il mondo degli stupefacenti».

Per Matteo, dopo il diploma di ragioneria, la sua passione si trasforma in un vero e proprio lavoro: «Ho suonato in tanti locali della riviera, e ci tengo a dire che lo sballo per me non centrava nulla con questo mondo. Anzi, quando ero in consolle, mi sballavo anche meno, per non rovinare quello che era il mio lavoro. I problemi di droga non centravano nulla con i locali». A 28 anni, dopo la morte di un amico, la scelta di entrare in una prima comunità. «Rimasi pulito per 8 anni tornando a fare completamente da lucido il mio lavoro nei locali. Poi però un matrimonio andato male e tanti problemi mai risolti con la mia famiglia, mi riportarono a fare uso di sostanze. Una ricaduta molto pesante, in soli 6 mesi arrivai ad usare quello che prima usavo in due anni. Dire che mi sono rovinato è poco. Per fortuna avevo avuto un figlio e per lui decisi di entrare a San Patrignano. Qua ho iniziato ad affrontare tutti i miei fantasmi e a ritrovare me stesso. Cosa mi manca? La musica. Qua in comunità per favorire il nostro stare insieme non possiamo ascoltare la musica da soli e per forza di cose ascoltiamo la musica che scelgono i ragazzi della regia. Ovviamente poca house e tecno. Non vedo l’ora di vivere quindi la giornata di venerdì. Perché so che da sano ci si può comunque divertire. Ma tanto».