Eroina di Stato in Svizzera: la nostra opinione

San Patrignano

San Patrignano nacque nel 1978 con un obiettivo ben chiaro: lottare contro l’emarginazione. Vincenzo Muccioli insieme a un gruppo di volontari, in una casa in campagna e con pochi mezzi, aveva deciso che era ora di porre un limite all’indifferenza di fronte a migliaia di giovani tossicodipendenti, un’intera generazione falciata dall’eroina. Ad oggi la sfida delle droghe non è stata ancora vinta anche se la figura del tossicodipendente è cambiata. Non vediamo più giovani disperati agli angoli delle strade ma ragazzi che prima di crollare vivono una vita normale, di facciata, precipitando lentamente nel vuoto. Un vuoto multiforme, che richiede un lungo lavoro di ricostruzione a chi, come noi, crede fermamente nel pieno recupero della persona come elemento attivo nella società.

Oggi siamo davvero convinti che valutare soluzioni come la distribuzione di eroina controllata in Svizzera sia la strada da percorrere anche in Italia?

Se per alcuni sono i numeri che parlano, vogliamo sottolineare che guardare alle cifre può essere rischioso ed impedire un dibattito di valori imprescindibile in un’ottica di responsabilità verso i giovani. Se in Svizzera la distribuzione controllata di eroina ai tossicodipendenti gravi oggi coinvolge 1381 persone in 21 centri sparsi nel Paese, a San Patrignano sono 1370 invece le persone che ogni giorno si impegnano per recuperare la propria dignità e libertà senza far uso di nessuna sostanza o terapia sostitutiva.

Nei paesi dove le politiche di riduzione del danno sono state adottate da tempo, come in Canada, Inghilterra, Belgio etc… si è registrato un aumento dei costi sociali ed economici a carico del servizio sanitario nazionale che non vede fine. In particolare, sdoganare o legalizzare una sostanza induce il mercato del narcotraffico ad immetterne altre sempre più devastanti basti pensare al Canada, dove è in atto un’emergenza sanitaria senza precedenti con 174 morti di overdose a Vancouver dall’inizio dell’anno causati dal Fentanyl introdotto nel mercato dai cartelli messicani, sostanza da 50 a 200 volte più potente dell’eroina.

Sono oltre 26mila i ragazzi passati da San Patrignano, la maggior parte di loro (circa il 72%) ha potuto ricostruirsi una vita piena e felice, senza essere considerati dei malati e lontano dalla stigmatizzazione sociale che tende ad affibbiare etichette in una società sempre più priva di riferimenti istituzionali e reti sociali. Dove gli aspetti umani perdono di valore, occorre tornare ad occuparsi della realtà, rimettendo l’uomo al centro e delineando per i più giovani un progetto educativo serio, mettendo a disposizione risorse per la prevenzione e per la tutela della famiglia.