Nuovo smart shop a Rimini

Andrea Muccioli: il messaggio lanciato dall’apertura di negozi come questo, non aiuta certo educatori e famiglie a tenere i ragazzi lontano dalle droghe.
Sarà anche una cosa legale, ma a noi di San Patrignano non piace per nulla

L’apertura di un nuovo “smart shop”, luogo dove ti vendono qualsiasi sostanza possa “sballarti”, pur rimanendo nei sempre più sottili limiti del codice penale, è la rappresentazione evidente di quanto sono sbagliate le nostre leggi sugli stupefacenti.
Questi negozi sono niente di più che “business” della droga. Un commercio coperto da una sottocultura che da 15 anni strizza l’occhio alle droghe e considera il loro uso libera scelta dell’individuo. Da tutelare, proteggere, legalizzare. Lo spinello è diventato “cultura”, lo sniffo di cocaina moda. Per di più, spacciando a ragazzi e famiglie false notizie e informazioni: se non usi la siringa e invece fumi o sniffi, tranquillo non c’è pericolo. Anzi sei molto cool, smart, un ragazzo che sa come spendere la sua paghetta. Tant’e vero che il commerciante lo shop se lo apre davanti a una scuola. Come si dice adesso: filiera corta, chilometro zero, dal produttore al consumatore.
Ma non si tratta solo di un problema di discutibili scelte morali di chi apre un negozio di questo tipo, sappiamo bene che nel nostro Paese “pecunia non olet”, il vero problema è l’enorme pericolo rappresentato per l’educazione dei ragazzi. Il marketing della droga non gli fa bene. Li convince che queste cose possono essere tollerate e non fanno male. E’ paradossale, ma era molto meglio quando c’erano le piazze delle droga. Quelle dove mio padre incontrò il dramma della tossicodipendenza e decise di combatterlo. Allora, se non altro, c’era una società meno ipocrita nel riconoscere un problema. Era sotto gli occhi di tutti ed era considerato tale, anche se non riguardava ancora milioni di ragazzi come accade oggi. Ma c’è qualcosa di ancora più grave. Il messaggio lanciato dall’apertura di negozi come questo, non aiuta certo educatori e famiglie a tenere i ragazzi lontano dalle droghe. E non aiuta neppure noi delle comunità a fare prevenzione. Tanti dei giovani che ospitiamo il loro percorso negli stupefacenti, lo hanno iniziato da clienti di smart shop. Sarà anche una cosa legale, ma a noi di San Patrignano non piace per nulla.