Ossicodone per tutti

di Alessandra dell’Orefice

Negli Stati Uniti l’overdose da farmaci oppioidi ha già avuto diverse vittime eccellenti: Michael Jackson, Heath Ledger e Anna Nicole Smit. Ma il fenomeno, in questi ultimi anni, ha assunto dimensioni eclatanti. In circa 20 stati dell’Unione, ad esempio, il numero di decessi per avvelenamento involontario con farmaci supera quello di morti per incidenti stradali.

Alla base del fenomeno i medicinali oppioidi antidolorifici, che hanno causato anche il 36 per cento di tutti i suicidi tramite avvelenamento nel 2007. Secondo le statistiche raccolte dagli esperti della University of North Carolina a Chapel Hill e del Duke University Medical Center, la prescrizione medica di questi prodotti è alla base di un numero di morti superiore a quello provocato da overdose di eroina e cocaina insieme.

Sempre nel 2007, avvertono gli esperti, circa 27.500 persone sono morte per overdose non intenzionale, facilitate in larga misura dall’avere in mano una ricetta a base di oppioidi. Una stima che supera di 4,6 volte quella degli incidenti avvenuti nelle operazioni belliche americane in Iraq e Afghanistan dall’inizio delle due guerre fino al 20 febbraio 2011. Gli studiosi hanno elaborato un’interessante prospettiva per valutare il fenomeno: le morti per overdose accidentale da farmaci in Usa equivalgono a un disastro aereo che coinvolga 150 passeggeri ogni giorno per sei mesi. Non solo: nel giugno del 2010, il National Youth Risk Behavior Survey (studio sui comportamenti a rischio dei giovani, ndr) ha segnalato che il 20 per cento dei ragazzi delle scuole superiori negli Stati Uniti ha abusato di farmaci da prescrizione, tra cui gli antidolorifici oppiacei OxyContin, Percocet e Vicodin; e che i ricoveri ai pronto soccorso per abuso di analgesici narcotici sono più che raddoppiati tra il 2004 e il 2008, salendo del 111 per cento.

Sfruttando una larga maglia apertasi nelle normative USA sulle prescrizioni mediche di farmaci per le terapie del dolore, la Contea di Brewer – in Florida – è diventata una sorta di porto franco per l’approvvigionamento di Oxycode, ovvero l’eroina da laboratorio. La mancanza di un database e di una qualsiasi attività di monitoraggio delle ricette mediche ha trasformato questa provincia americana nella ‘Colombia’ delle prescrizioni, dove gli analgesici sono somministrati a chiunque ne faccia richiesta. La giornalista di Vanguard (Corrent) Mariana Van Zeller, in un recente reportage, si è unita all’Ossicodone Express, un viaggio in aereo a soli 29 dollari verso Broward County, dove sempre più gruppi di persone ‘volano’ a caccia di una dose dell’analgesico oppioide: un silenzioso ed autodistruttivo esercito di tossicodipendenti che, con ogni mezzo, marcia verso il sud dell’America a caccia di pillole.

I farmaci sono dunque la nuova frontiera della droga. Al consumo e all’abuso sostitutivo o integrativo va sostituendosi l’uso esclusivo. I medicinali contenenti narcotici e sostanze psicotrope costituiscono in molti casi la droga di prima scelta e non vengono utilizzate in sostituzione di altre droghe illegali. Concepiti per uso terapeutico, «in caso di abuso e in assenza di controllo medico hanno effetti analoghi alle droghe illegali e provocano uno “sballo” paragonabile a qualsiasi altro stupefacente». Secondo L’International narcotic control board (Incb) in alcune parti del mondo si abusa più di farmaci che di droghe. Negli Stati Uniti, ad esempio, dove l’abuso di antidolorifici, stimolanti, sedativi e tranquillanti ha già superato quello di tutte le droghe – ecstasy, cocaina, meta anfetamina ed eroina – a parte la marijuana. In un decennio, gli americani che “si fanno” di farmaci sono quasi raddoppiati. Proprio l’abuso di ossicodone, un antidolorifico commercializzato come OxyContin, è aumentato del 40 per cento tra il 2002 e il 2005: lo usano il 5,5% degli studenti dell’ultimo anno delle superiori e il 7,4% degli universitari.

La tendenza non risparmia i Paesi in via di sviluppo. In Nigeria l’analgesico pentazocina è al secondo posto tra le droghe iniettabili per endovena. In India succede lo stesso per la buprenorfina, così come in Francia e in Scandinavia dove il Subutex circola come compresse, per il 20 o 25 per cento dirottato sul mercato illegale. Senza contare le contraffazioni, che in Svezia, Norvegia e Danimarca servono a rispondere alla forte richiesta illegale di flunitrazepam, il sedativo Rohypnol.

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