Papa Francesco contro la droga, “mortale forma di schiavitù”

Papa Francesco - San Patrignano

La Pontificia accademia sulle Scienze un’udienza a sostegno dei giovani e delle loro famiglie rovinate dal narcotraffico

Papa Francesco contro il narcotraffico in difesa della famiglia e dei suoi “cuccioli”. Il Pontefice, che ben conosce il problema droga avendo vissuto e collaborato in Argentina con una piccola comunità per tossicodipendenti fra le baracche di villa miserias.Non si tira indietro quando chiamato a dire la sua in materia. E’ così che nell’udienza alla Pontificia accademia sulle Scienze su “narcotici: problemi e soluzioni di questa piaga mondiale”, sottolinea quanto la droga e il narcotraffico siano un dramma da affrontare con grande determinazione.Definendola “una forma di schiavitù tanto sofisticata quanto mortale”. Il Papa sottolinea la necessità di inserirsi nelle maglie di quella rete immensa che nei Paesi poveri si chiama narcotraffico e in occidente si trasforma in mafia.

Una preoccupazione da parte del Pontefice che riguarda soprattutto i giovani, rovinati oltre che dalle sostanze più classiche anche dalle droghe sintetiche, “composti chimici devastanti”. Un problema che riguarda l’intero pianeta; che sta rovinando in egual maniera sia i Paesi produttori che quelli consumatori. “Penso alla mia patria: trent’anni fa era un Paese di transito, poi di consumo e ora addirittura un po’ di produzione”.

Dai dati di Unodc:

Una persona su venti, in età compresa tra i 15 e i 64 anni, ha utilizzato almeno una volta una sostanza illecita, per un totale di 246 milioni di individui. Dati che mostrano un incremento di tre milioni di persone rispetto all’anno precedente.

Il traffico riguarda sempre più tutti i continenti: l’oppio ha la sua patria in Afghanistan e che i proventi della coltivazione del papavero, per altro in crescita, finanziano il terrorismo dei talebani oltre a creare tossicodipendenze, violenza e insicurezza; i Balcani sono i principali corridoi di transito per l’eroina che si dirama poi in ogni direzione; in Nord America si registra oltre il 40 per cento del consumo di cocaina globale, i principali produttori sono Colombia, Perù e Bolivia, dove violenza e povertà dilagano.

A intervenire allo stesso convegno anche la Regina Silvia di Svezia, fondatrice del “World Childhood Foundation” che si occupa di migliorare le condizioni di vita dei bambini di tutto il mondo e membro onorario della Mentor Foundation, che opera contro la droga, il cancelliere dell’Accademia, monsignor Marcelo Sanchez Sorondo.