Parrucchieri di comunità

«Domani vengono i miei in visita e voglio presentarmi bene», spiega, guardandosi allo specchio e immaginando il risultato finale. «Qua i ragazzi sono davvero bravi a tagliarti i capelli. La prima volta mi ero limitato a chiedere una scorciatina. Poi ho capito che sono competenti e posso osare di più nelle richieste». «Esattamente come avviene da qualsiasi parrucchiere all’esterno. La prima volta un cliente sonda la bravura dell’acconciatore, poi si lancia nelle richieste», si intromette Francesca Parrotta, parrucchiera professionista di Modena, che ha avviato il progetto del salone insieme a Gianni Tonini, suo collega di Bologna: «Sei anni e mezzo fa venni per la prima volta a far visita a mio fratello. Mi colpì tanto l’ordine e la pulizia di questo posto, quanto, forse per deformazione professionale, il taglio di capelli delle ragazze. Non erano trascurate, ma avevano tutte i capelli lunghi, senza differenze. Ma come, in un luogo così, che aveva i settori più disparati, mancava il parrucchiere? Così proposi l’idea ad Andrea e oggi siamo già al quarto gruppo di ragazzi che si cimenta nell’impresa. Fra l’atro tanti di quelli usciti di qua hanno intrapreso questo mestiere».

Oggi è giornata di taglio per i ragazzi. Il gentil sesso spazio più avanti. Nessuna commistione fra i sessi in questo caso e massima attenzione affinché non si crei il classico ambiente del parrucchiere, tutto pettegolezzi e gossip. «Qualche cosa viene fuori- sorride Roberta, che grazie a questo impegno sta avendo la meglio anche sulla sua timidezza, – ma per rispetto di tutti cerchiamo di parlare d’altro. Piuttosto ci confrontiamo sulla quotidianità di Sanpa».

Un salone per crescere
Pietro siede al lavatesta, pronto a rilassarsi con lo shampoo prima del taglio. Chiacchiera della festa e delle risate della sera dell’Epifania con Gigi, uno dei parrucchieri da più tempo nel gruppo, che fra l’altro segue anche il taglio dei pazienti del centro medico: «Ci si racconta, si esternano le emozioni e ci si confronta su quello che ci capita tutti i giorni. In questo modo anche noi parrucchieri impariamo a relazionarci sempre più con gli altri, ad interagire con il “cliente”, e ad entrare in sintonia con lui, cosa fondamentale per questo lavoro ».

Chi non si ferma un attimo è Matteo. Per lui già 10 anni di questo mestiere prima di entrare a Sanpa: «Era un mondo che già conoscevo, ma qua ho lavorato per la prima volta da lucido, capendo che si tratta davvero della professione della mia vita». Oltre al taglio maschile, alle sue mani è affidato anche quello femminile: «Non si pensi che le donne qua siano meno esigenti che all’esterno. Fanno richieste di qualche lavoro tecnico, come colore o mesh, ma soprattutto durante il taglio non finiscono mai di chiederti delle modifiche. I maschi si accontentano molto più facilmente». E dato che nel percorso dei ragazzi è essenziale una maggiore cura della persona, le visite al Sanpa Hair, aperto tre o quattro giorni la settimana, sono più che frequenti.

Per questo oltre a quelli già citati, in salone ad adoperarsi con phon e rasoi ci sono anche Francesca, Barbara, Luciana, Emanuele e Sergio. Grazie a loro e ai due professionisti esterni sono oltre 2000 i tagli effettuati in un anno con punte di 25 persone in una sola mattinata. «Sono numeri che farebbero la fortuna di qualsiasi parrucchiere all’esterno», esclama Francesca, che tiene a raccontare il massimo traguardo di questo settore: «Non siamo soliti fare acconciature, ma siamo noi che abbiamo preparato le spose degli ultimi due matrimoni avvenuti in comunità. Un’esperienza straordinaria per i ragazzi: pettinare una sposa è un’emozione forte, che gratifica e inorgoglisce».

Matteo Diotalevi