Parte la nuova campagna antidroga della Presidenza del Consiglio

Panoramica Sanpa

Al via la nuova Campagna nazionale antidroga. Tra le iniziative, la rappresentazione di due spettacoli. Che nel 2004 gireranno l”Italia

A un certo punto, il conduttore chiede a Paola e Carlo: “Se voi foste lì, tra il pubblico, quale idea vi sareste fatta di voi stessi sul palco?”. “Sicuramente avrei pensato che, a me, tutto questo non sarebbe mai potuto capitare”, risponde Paola. Carlo annuisce. Parte il filmato: c’è un palloncino che sale lentamente verso il cielo. In sovraimpressione sullo schermo, scorrono brevi frasi, pensieri: “In cosa credere?”, “Il passato non insegna”, “Perché alimentare un complotto contro noi stessi”, “Gli angeli esistono”…

Nell’aula magna del liceo scientifico Volta non fiata nessuno. Età media: 16 anni. Accampati sulle poltroncine, i ragazzi di oggi: quello coi capelli rasta, la biondina ipertruccata, il gruppo dei “cazzari”, quello timido, il secchione. Quattro cinque della prima F guardano rapite le immagini, masticando i loro chewingum. Il professore di fisica si è messo sull’ultima sedia in fondo.

Luca, che per anni è stato direttore di una radio nazionale e i ragazzi li conosce bene, ora è lì, sul palco. Con Paola e Carlo. See You, lo spettacolo che stanno provando di fronte agli studenti, nasce da una sua idea. “Non trovo giusto dare loro facili suggerimenti o soluzioni, ma lasciar parlare solamente le storie, i filmati, i suoni”, dice. “lo racconto una realtà, quella delle vite che esplodono per la droga, quelle di un riscatto sempre difficile, doloroso, senza dare giudizi, senza fare la morale. Le conclusioni le tireranno i ragazzi che assistono allo spettacolo”. Lasciando su un foglio un’idea, un commento, una frase, un pensiero.

Il test, svoltosi a metà marzo nell’istituto di Riccione, serviva a calibrare i tempi, aggiustare le musiche, verificare l’efficacia del materiale audio–video e delle storie. Un po’ come un rodaggio. Ma dai primi di aprile, See you comincerà il suo giro nei teatri e nelle scuole. Sessanta tappe in tutte le regioni. “Crediamo molto in questa forma di comunicazione un po’ strana, certamente nuova”, spiega Luca, “siamo convinti che sia un modo innovativo di fare prevenzione. L’obiettivo è dare degli strumenti perché i giovani riflettano. Per farlo, puntiamo sulle emozioni”.

Lo spettacolo dura poco più di un’ora e mezzo, tutta giocata sul racconto di episodi significativi del presente e del passato dei protagonisti. Le loro storie sono introdotte da flashback sullo schermo, accompagnati da musiche evocative. Paola, ad esempio, parla di quella volta che l’hanno arrestata in Marocco: sei mesi in cella; o di quell’altra che le sembrava che tanti animaletti camminassero sulla sua pelle: delirio e cocaina. E Carlo, figlio della periferia romana, di quanto era timido e impacciato, di come si sentiva sempre fuori luogo. Ora ha ventidue anni, ha ripreso a studiare, scrive poesie.

Non è stato semplice scegliere storie simboliche e persone coraggiose, disposte a mettersi a nudo di fronte a tanti coetanei. Il lavoro è durato mesi. Ne è uscito un gruppo di ragazze e ragazzi che hanno appena concluso il loro percorso di recupero e si alterneranno accanto al conduttore fino a febbraio 2005.

Agli studenti in sala non sembrano degli estranei: “Quando ho visto il filmato su Paola, sembrava molto distante”, scrive su un foglio di carta uno di loro. “Poi lei si è presentata in carne e ossa sul palco e… mi ha fatto riflettere, forse perché queste cose non sono poi molto lontane da noi”.

See You è, con il format “Fotogrammi” (nel parliamo nel box a fianco, ndr), la punta di diamante della campagna di prevenzione antidroga della Presidenza del consiglio, organizzata da un gruppo di comunità e associazioni fra cui, in veste di capofila, San Patrignano.

Per entrambi gli spettacoli, è stato costruito un percorso in 90 tappe attraverso piccole e grandi città del nord, centro e sud, nei teatri, nelle scuole, nelle università. Sono previste rappresentazioni in alcune caserme ed anche nelle carceri, dove il problema della tossicodipendenza è particolarmente sentito.

I dati raccolti in occasione della puntata zero al Liceo Volta sono confortanti: ai138 studenti intervistati con uno speciale questionario lo spettacolo è piaciuto, 134 lo considerano una forma efficace di comunicazione e 131 la valutano aderente alla realtà giovanile. Un ragazzo ha scritto: “Grazie, perché per la prima volta ci è stata data fiducia e non siamo stati attaccati dai soliti sterili pregiudizi di chi ci giudica giovani allo sbando”. Non è poco.

Scienza e coscienza
All’84 per cento dei ragazzi è piaciuto, il 68 si è emozionato per la storia che racconta, l’80 l’ha trovato una forma di comunicazione originale. Ed anche i riferimenti scientifici sono stati colti con interesse dal 64 per cento del campione.

Sono i numeri di “Fotogrammi”, lo spettacolo che, insieme a See You, costituirà l’ossatura della campagna di prevenzione 2004 della presidenza del Consiglio e del ministero del Welfare.

Si tratta di un percorso narrativo scandito da riferimenti letterari, filmati e musiche, in cui lo spettatore viene coinvolto dall’atmosfera del racconto e stimolato dal conduttore del format, il tossicologo Gianpaolo Brusini, a seguire ogni “capitolo” della rappresentazione. In questa chiave assume un importanza centrale nella narrazione il testimonial, una ragazza passata attraverso la drammatica esperienza della droga che propone al pubblico fotogrammi appunto della sua vita: diversi, velocissimi flash che inquadrano ogni volta un diverso stato d’animo, una diversa situazione, una diversa droga.

Ogni volta che il racconto incontra gli stupefacenti, è il narratore–conduttore a tematizzarne i contenuti e ad approfondirne gli aspetti scientifici, mantenendosi sempre su di un piano divulgativo. Il filo della narrazione si snoda in un costante crescendo emotivo che culmina con il momento del cambiamento nella vita del testimonial, il momento che coincide con la riappropriazione della propria libertà. Quando la droga rimane solo un ricordo del passato.