Pasqua a Sanpa

Molti i ragazzi coinvolti nell’organizzazione: da chi si occupa di realizzare i centrotavola e i portauovo decorati, a chi impasta e sforna di continuo colombe e torte al formaggio. Davide è uno di loro.

Davide, 26 anni, è nato in un paesino della provincia di Salerno e quando frequentava il liceo artistico sognava di diventare architetto. Parlando con lui non si può fare a meno di notare la schiettezza dei suoi occhi neri e il suo sorriso aperto e scanzonato. Un ragazzo del duemila come molti altri, che confessa di essere timido ma, mentre parla, tradisce una determinazione che sicuramente gli tornerà utile nella vita.

Questo è Davide oggi, e se domenica prossima, la domenica di Pasqua, i ragazzi di San Patrignano potranno festeggiare con la colomba, come tradizione vuole, sarà anche grazie a lui. Davide è entrato a San Patrignano nel marzo del 2004. I progetti a cui aspirava da adolescente non si sono mai stati realizzati. Ad architettura non si è mai iscritto. A 23 anni, ha dovuto invece chiedere una mano per smettere di drogarsi. Lo faceva già da cinque anni, all’inizio saltuariamente, poi tutti i giorni. Senza poterne più fare a meno. Cocaina, spinelli, eroina e molte pasticche. I motivi? Ognuno ne ha uno specifico e anche se è fondamentale fare i conti con se stessi, guardare in faccia la realtà, ciò che alla fine risulta importante è ricostruirsi, scegliendo dei percorsi diversi dai precedenti dove la voglia di vivere e la volontà di crescere dettino legge.

Davide a Sanpa è nel gruppo dei ragazzi che gestiscono il forno. ‘Quando sono arrivato ero in cucina e non ne volevo sapere’, racconta, ‘dopo qualche mese sono passato al forno e in breve mi sono appassionato. Chi l’avrebbe mai detto!’.
E da questa passione, consolidata dai vari corsi di formazione ai quali Davide e tutto il suo gruppo hanno avuto occasione di partecipare negli ultimi due anni (corso di panificazione nel 2006 e corso sull’arte del cioccolato nel 2005), è nato un nuovo progetto di vita. ‘Da grande’, sorride, ‘voglio fare il pasticcere. Da architetto a pasticcere è strano vero? Ma io non ho dubbi. Adesso non più’.

Una storia, quella di Davide, che racchiude il senso della rinascita. Un racconto che qualcuno troverà in sintonia con la Pasqua. Altri no. In fondo ciò che conta è il messaggio: nella vita ognuno, in qualunque momento, può decidere di cambiare. Anche questo è tornare a vivere.

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Numeri
La colazione di Pasqua, che riunisce tutta la Comunità nella grande sala da pranzo, coinvolge già da un mese prima tutti i ragazzi impegnati nei preparativi. Dalla cioccolata calda ai portauovo, dai centrotavola alle colombe. Molto è il fermento per realizzare il tutto in numero tanto elevato. Qualche curiosità:
140 kg di ciambella
170 kg di colombe preparati dai ragazzi del forno
150 centrotavola composti dai ragazzi dell’ospitalità
100 kg di torta salata al formaggio

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Novità
La novità di questa Pasqua riguarda i ragazzi del forno. Infatti per la prima volta realizzano colombe e uova di cioccolato senza essere affiancati dai maestri pasticceri che li hanno seguiti nei corsi di formazione e durante la preparazione di dolci destinati ai vari eventi organizzati in comunità e alle festività. E in ognuno di loro si legge la soddisfazione di cominciare a poter fare affidamento sulle proprie capacità.

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Curiosità sulla Pasqua
Origine
Rituale molto antico di natura pagana, che nasce come ringraziamento per le primizie dei campi e degli orti. L’usanza ha cominciato ad essere associata alla resurrezione di Gesù nel secondo secolo dopo Cristo.

Perché le uova?
Pare che già 5mila anni fa i Persiani festeggiassero l’arrivo della primavera mangiando uova di gallina. Nei riti religiosi invece, dopo le funzioni legate al sacrificio e alla rinascita del figlio di Dio, venivano distribuite ai fedeli uova benedette, in quanto considerate simbolo del rinnovamento della vita.

Perché l’agnello?
Gli Israeliti in Egitto immolarono gli agnelli per cospargerne il sangue sugli stipiti e sull’architrave delle loro porte e ne mangiarono la carne. Dalla Bibbia si apprende che questo sacrificio permise agli Israeliti di proteggere i propri figli dal passaggio dell’angelo distruttore, che invece non risparmio i figli degli Egiziani.

Origine della parola
Pasqua ha origine dal verbo ebraico Pèsach che significa proteggere, salvare, passare oltre.