Il Pef 2015 per un pianeta positivo

Fernando - PEF Pianeta Positivo - San Patrignano

Il confronto fra climatologi e difensori dell’ecosistema mondiale

Oggi a San Patrignano è in corso la seconda giornata dedicata al Positive Economy Forum.

Nel corso della mattinata, nell’auditorium della Comunità si è affrontato il tema di un pianeta positivo e di come salvaguardarlo, e sono stati invitati tre relatori di fama nazionale ed internazionale ad esporre il loro lavoro e la propria opinione: Jean Jouzel, climatologo e glaciologo francese, Vice Presidente, GIEC, noto in tutto il mondo per le sue analisi dei ghiacci nell’Antartico ed in Groenlandia, grazie a cui è stato possibile comprendere meglio la situazione climatica del passato; Andrea Crosta, co-fondatore della NGO americana Elephant Action League, creatore di WildLeaks, membro fondatore e del consiglio di amministrazione della Wildlife Justice Commission, la quale ha reso possibile porre fine alla criminalità contro la fauna selvatica e le foreste ed alla corruzione, ponendo sotto controllo anche la responsabilità dei governi; Fernando Castellanos Silveira, Team di Sostegno al Segretario Generale delle Nazioni Unite per il cambiamento climatico.

Jean Jouzel

Il primo a prendere la parola è stato Jean Jouzel, che ha parlato del clima e dell’ambiente nel futuro prossimo. Il climatologo francese ha spiegato che il pianeta si sta riscaldando molto velocemente e ciò comporta enormi rischi, come l’ aumento del livello dei mari (espansione termica del volume delle acque); il disgelo delle calotte polari (la copertura dell’artico si è ridotta del 50% in solo mezzo secolo); la perdita della biodiversità (alcune specie animali migreranno nelle zone più fredde ma altre non saranno in grado di farlo); le principali colture essenziali, a parte la soia, saranno colpite dal cambiamento climatico.

Jouzel ha inoltre affermato che la causa dominante del riscaldamento è l’operato dell’uomo, il quale continua ad emettere gas ad effetto serra ininterrottamente. «Si sviluppano due scenari – ha spiegato Jouzel – Se l’uomo continuerà ad emettere gas serra così come sta facendo, la situazione diventerà irreversibile ed alla fine del secolo la temperatura aumenterà di 5°C. Se, invece, tutte le nazioni insieme decideranno di attuare una politica nel lungo periodo per contenere il riscaldamento ambientale, la temperatura aumenterà solo di 2°C».

Andrea Costa

Dopo il climatologo francese, la parola è passata ad Andrea Crosta, il quale ha parlato della missione del suo lavoro: combattere i crimini contro la natura. Crosta ha ribadito l’importanza dello Stato di diritto, spiegando che il pianeta deve essere positivo per noi uomini, descrivendoci come degli azionisti che operano per interessi diversi ma che devono cercare, allo stesso tempo, di includere chiunque.
«Il reato contro la natura è uno dei peggiori nemici del pianeta positivo – dice Crosta – Nel 2012 l’ONU ha classificato il reato contro la natura come nemico dello Stato di diritto».

Il fondatore di Elephant Action League ha spiegato che la corruzione è il fattore critico che aiuta questo tipo di reato a prendere forma, ed è per questo motivo che è stata creata la Wildlife Justice Commission con sede a L’Aia, il cui compito consiste nell’esercitare un controllo sulle azioni dei governi per punire i reati contro natura, poiché se lo Stato non esegue il proprio lavoro il governo ne è responsabile. «La corruzione è l’Ebola del pianeta – afferma Crosta – La corruzione uccide progetti, persone e speranze. Bisogna porre al centro del nostro pensiero lo Stato di diritto. Dobbiamo considerarci azionisti di un pianeta positivo».

Fernando Castellanos Silveira

L’ultimo personaggio a cui si rivolge l’attenzione è stato Fernando Castellanos Silveira. Egli racconta che è originario del Messico e che ha cominciato a lavorare all’ONU circa 20 anni fa.«Le emissioni del gas serra sono aumentate e il pianeta è al limite della sopportazione – spiega Silveira – I governi hanno deciso, su basi scientifiche, di aprire dei negoziati a Parigi nel dicembre 2012 con lo scopo di raggiungere accordi in base ai rapporti climatici. Questo è urgente per tutto il mondo».

Silveira sostiene che i Paesi devono svilupparsi rispettando il pianeta. I principali obiettivi che i negoziati di Parigi vogliono raggiungere sono la diminuzione del gas serra e la resilienza climatica.
«Bisogna decidere la quantità di denaro da investire in tutti i tratti della società – continua Silveira – Occorre promuovere l’economia tutelando l’ambiente. E’ necessario istruire, sensibilizzare e coinvolgere tutti i portatori di interesse, dando anche un piccolo contributo per influenzare i leader mondiali ad operare un cambiamento per aiutare il mondo».

La domanda principale di questo dibattito era: Cosa si può fare per un mondo migliore?

Jouzel, Crosta e Silveira ci hanno dato le loro risposte, e hanno tutte qualcosa in comune.

Ogni giorno si possono fare delle piccole scelte per aiutare il mondo. Sono le piccole cose che, unite, porteranno allo sviluppo dell’economia positiva, provocando un impatto positivo per il pianeta.