Piccolo zoo

Panoramica Sanpa

Cani, cavalli, mucche e anche qualche specie rara. Sono accuditi da alcuni ragazzi della comunità. Perché il rapporto con gli animali aiuta a ritrovare fiducia in se stessi e a superare le difficoltà nelle relazioni interpersonali
di Silvia Mengoli

Ci son due coccodrilli ed un orangutan, due piccoli serpenti e un’aquila reale… Non proprio loro, ma aggirandosi nell’area riservata agli allevamenti circondati da pascoli è possibile intravedere o, addirittura, ammirare qualche specie di animale rara per le nostre zone. Splendidi fenicotteri rosa, maestose tigri, elegantissimi cigni, gru coronate, pavoni, fagiani, qualche esemplare di lama, di guanachi, alpaca, nandù, emù,, simpatiche scimmiette, galline di pura razza romagnola e diverse specie di volatili. “Ci sono da sempre”, precisa Egidio, figura storica di San Patrignano, che assieme ad un gruppo di ragazzi della comunità si prende cura di loro.

A San Patrignano gli animali hanno rappresentato da sempre uno straordinario strumento di comunicazione e di responsabilizzazione. Quando i ragazzi arrivano in comunità spesso incontrano grosse difficoltà ad interagire con le persone, ecco che allora gli animali diventano un fondamentale strumento di integrazione sociale, perché li aiutano a comunicare e a ritrovare gradualmente fiducia in se stessi, negli altri e nella vita. Gli animali chiedono solo di essere capiti, curati, accuditi. Offrono e chiedono amore accompagnando la persona alla creazione e al rafforzamento di un rapporto basato sull’affetto e sul rispetto reciproco.

La presenza di specie differenti ha poi un significato particolare: provengono da diverse parti del mondo e soprattutto necessitano di condizioni di vita e di cure profondamente diversificate. Esigono condizioni di vita particolari per riprodursi e vivere, ed il mancato rispetto di queste particolarità mette in pericolo la loro vita. “Chi li accudisce deve sapere che non potrà riservare a tutti lo stesso trattamento: sa certamente che deve dar loro da mangiare e da bere, ma sa anche che non può fare questo in modo generico ed indifferenziato”. Egidio e i ragazzi che si dedicano a questi animali hanno imparato a conoscerli, documentandosi sulle abitudini di ciascuno, “copiando anche da chi già li alleva”, ammette Egidio, cercando comunque di dar loro sempre qualcosa in più. “I ragazzi, ogni giorno, dedicano tempo, cura e attenzione, ad ogni animale presente in comunità, rispettando le esigenze di ciascuno.
E’ fondamentale questo perchè si sentono responsabili, importanti per qualcuno e, passo dopo passo, incominciano ad aprirsi non solo agli animali, ma a tutte le persone che li circondano”.

Creature dell’acqua
Anche i pesci sono presenti da sempre a San Patrignano. Li troviamo in molti ambienti della comunità, ospitati in acquari di varie dimensioni. I più grandi sono quelli della sala da pranzo: due per l’esattezza, uno d’acqua dolce e uno d’acqua salata, lunghi entrambi 5 metri e trenta, alti e profondi 1 metro e 20. La loro manutenzione e la cura dei pesci è affidata a quattro ragazzi della comunità (con la supervisione di una persona esperta). Nell’acquario di acqua dolce sono presenti circa 3 mila pesci di diversa specie, l’altro invece ne ospita oltre cento. La loro funzione non è solamente ornamentale: i ragazzi che li accudiscono si trovano a confrontarsi con la vita in una delle sue tante manifestazioni, con tutte le conseguenze positive che ciò comporta da un punto di vista educativo.