Pierluigi

I cannabinoidi, con un lavoro lento e subdolo, ti rubano la vita. Mi chiamo Pierluigi e ho 41 anni e sono a San Patrignano da 4. Ho cominciato a fare uso di cannabis a 14 anni, un’età in cui cominciano le prime libertà, i primi problemi con lo studio, con le ragazze, con le responsabilità. La “canna” mi faceva dimenticare, non davo importanza a tutte queste cose e continuavo a rimandarle, metterle da parte, pensavo “ma si chi se ne frega, adesso divertiamoci, poi vedremo”. Poi le situazioni si accumulano, le responsabilità crescono e tu non sei mai cresciuto a livello sociale, personale, professionale perché non hai mai affrontato le situazioni, hai sempre vissuto una realtà parallela, non reale e ti senti sempre più inadeguato e hai bisogno di un “calmante” sempre più potente. Ecco che via via arrivi a droghe più forti. Questa è la mia esperienza e della maggior parte dei miei compagni a San Patrignano. Oggi, dopo 4 anni di percorso, ancora combatto e lotto per colmare quei vuoti, quelle paure, quei limiti che le canne all’inizio e le altre droghe poi hanno cronicizzato.
Ho una bambina di 6 anni che si chiama Viola e non voglio che riceva messaggi di apertura alle droghe. Potrei parlare per ore delle tragedie e dei drammi che i genitori, i figli, i fratelli dei tossicodipendenti vivono a causa della droga.